Berlusconi e il fantasma larghe intese. Lega-Fdi: mai a un “inciucio”, solo voto

Berlusconi e il fantasma larghe intese. Lega-Fdi: mai a un “inciucio”, solo voto
Silvio Berlusconi
2 luglio 2020

Il Mes, assicura Giorgia Meloni, “è praticamente l’unico tema” su cui il centrodestra si “spaccherà”, con Fdi e Lega da una parte, da sempre contrari alla “trappola” che questo strumento rappresenterebbe per l’Italia, e Silvio Berlusconi più che convinto che quei denari vadano presi e usati al meglio. Ma la cronaca della giornata racconta un’altra distanza – “la” distanza – che agita le acque nel centrodestra: quella tra lo stesso Berlusconi, secondo il quale Forza Italia potrebbe entrare al governo “con una nuova maggioranza”, e i partiti ‘sovranisti’ che invece, da mesi, chiedono elezioni punto e basta.

Al netto dei titoli “forzati” – quello di Repubblica secondo la Meloni lo è – Berlusconi premette, nell’intervista al quotidiano romano, di non credere che “esistano le condizioni” per un governo d’unità nazionale ma dice anche che, però, se “in questo Parlamento si creassero davvero le condizioni per una maggioranza diversa, più efficiente, più rappresentativa della reale volontà degli italiani, andrebbe verificata, naturalmente prima di tutto con i nostri alleati”. Un atteggiamento ben diverso rispetto a quello di Meloni e di Salvini che da tempo chiedono elezioni perché tutto quello che non è voto è “inciucio” di Palazzo.

Salvini gioca tra logica e strategia. “Per Forza Italia non ci sono le condizioni per inciuci? Perfetto, siamo d’accordo” e questo deve bastare a chiudere un incidente che “per me non è mai stato aperto”. La via maestra per il Carroccio sono solo le elezioni “per mandare a casa un governo che sta bloccando tutto e tutti” (non è, forse, sempre stata questa la risposta di Salvini per la rottura, a ferragosto di un anno fa, dell’alleanza giallo-verde?). “Come si dovrebbe fare un nuovo governo? Dovrei andare con Pd e M5s? No grazie”, conclude il leader del Carroccio.

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Secondo la Meloni la frase, che è suonata sibillina, di Berlusconi è in realtà chiara, “credo intenda – dice – quello che intende dall’inizio della legislatura, ovvero verificare se c’è una maggioranza di centrodestra, magari allargata a qualche persona di buona volontà, in grado di governare. Ho imparato a leggere le interviste oltre i titoli”. Incidente chiuso o meno sabato tutto il centrodestra – ma Berlusconi non ci sarà – protesterà, con una manifestazione in Piazza del Popolo, contro la politica economica del governo. Ci saranno, appunto, Salvini, Meloni e Tajani. Una risposta a certe vere o presunte velleità arriva anche da Sinistra italiana con il portavoce Nicola Fratoianni, secondo il quale “Berlusconi ci riprova” e “oggi dice che il governo è in crisi e che servirebbe un governo di larghe intese. Il vizio non lo perdono mai”. askanews

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