Biden eletto presidente Usa: il silenzio assordante di Putin, Erdogan e Xi Jinping

Biden eletto presidente Usa: il silenzio assordante di Putin, Erdogan e Xi Jinping
Vladimir Putin e Xi Jinping
9 novembre 2020

Molti leader mondiali si sono già congratulati con Joe Biden per la vittoria delle presidenziali negli Stati Uniti, che lo porterà alla Casa Bianca dopo Donald Trump. Ma alcune delle personalità più potenti del globo non appartengono – almeno fino a questo momento – alla lista degli entusiasti per il successo del candidato democratico e non si sono fatti sentire, mantenendo una posizione di attesa che la dice lunga anche sulle probabili, future, relazioni con il presidente Usa. Il silenzio di Vladimir Putin, Xi Jinping, Recep Tayyip Erdogan e Jair Bolsonaro è finito così per fare più rumore dei messaggi e delle telefonate di congratulazioni di altri colleghi. Almeno per la Cnn, che oggi vi ha dedicato ampio spazio sulla sua versione online.

Nel 2016, il Cremlino si congratulò con il presidente Donald Trump poche ore dopo la proclamazione della sua vittoria. Ma in questa occasione, il presidente Putin ha scelto un atteggiamento più attendista e non ha inviato un messaggio di congratulazioni a Biden. Il portavoce russo Dmitry Peskov ha detto che Mosca aspetterà i risultati ufficiali delle elezioni prima di commentare il risultato. Un comportamento che, secondo la Cnn, lascia presupporre relazioni non proprio idilliache tra Putin e il presidente eletto Biden che, d’altra parte, ha giurato di trattare le interferenze straniere (russe) negli affari interni americani “come un atto avverso”. A fine ottobre, il presidente eletto ha inoltre definito la Russia “la principale minaccia” per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, mentre da Mosca non si è fatta attendere la replica del Cremlino. La retorica di Biden ha amplificato “l’odio verso la Federazione Russa”, ha commentato Peskov.

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“Biden lavorerà sodo con i partner e gli alleati per respingere qualsiasi cosa la Russia stia facendo, sia che stia cercando di assassinare cittadini russi all’estero, sia che stia per uccidere i leader dell’opposizione russa, come avvenuto con il presunto tentativo nei confronti di (Alexey) Navalny in Siberia, oppure in Siria e Crimea”, ha detto Karin von Hippel, direttore generale del Royal United Services Institute. “Quindi penso che (Putin) sappia che ci sarà” da parte di Biden “molto più di uno sforzo per cercare di contenere la Russia”, ha aggiunto. Nessun messagio è arrivato neppure dalla Cina. Xi Jinping si era congratulato con Trump dopo le elezioni, ma è rimasto in silenzio adesso. Le relazioni tra Washington e Pechino si sono deteriorate non poco, e Trump ci ha messo del suo con una guerra commerciale poi travalicata in una crisi diplomatica a tutto tondo.

Senza considerare le accuse del tycoon sull’origine cinese del coronavirus. Così il governo di Xi oggi ha eluso le domande sulla vittoria di Biden e un portavoce del ministero degli Esteri ha detto solo che la Cina agirà “in conformità con la pratica internazionale”. E non è difficile capire perché Pechino esiti. Biden sarà certamente duro con Pechino e lavorerà con partner e alleati per avere una politica concordata sulla Cina. Secondo molti analisti, cercherà un punto di incontro su temi di reciproco interesse, come il cambiamento climatico o la Corea del Nord, ma farà opposizione dura in altre aree. Quanto alla Turchia, con Trump in carica, a Erdogan è stata data in gran parte carta bianca per gestire il potere a suo piacimento nell’intera regione. Il leader turco ha destato l’ira dell’Alleanza atlantica acquistando armi russe e appoggiando gli attacchi agli interessi statunitensi ed europei in Medio Oriente. Con Biden, la storia potrebbe essere molto diversa e il presidente eletto in Usa ha già detto che Erdogan, che è tra coloro che non si sono congratulati, “pagherà un prezzo” per le sue azioni.

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Anche il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, conosciuto come “il Trump dei Tropici” per la sua politica populista e il culto della personalità, ha taciuto sulla vittoria di Biden. Come Trump, anche Bolsonaro ha suscitato polemiche facendo osservazioni misogine, razziste e omofobe. Ha anche ripetutamente minimizzato la pandemia di Covid-19, anche se il Brasile ha subito uno dei focolai più mortali del mondo. Con la partenza di Trump dalla Casa Bianca, il presidente brasiliano perde ora un alleato e si ritrova ad affrontare un capo dello Stato con una rinnovata attenzione ai diritti umani e all’ambiente. In Messico, infine, il presidente Andrés Manuel López Obrador ha rilasciato una dichiarazione, evitando accuratamente ogni riferimento a Biden come vincitore e dicendo invece di voler attendere la conclusione delle contestazioni legali di Trump al conteggio dei voti.

“Aspetteremo che tutte le questioni legali siano risolte. Non vogliamo essere sconsiderati. Non vogliamo agire con leggerezza. Vogliamo essere rispettosi dell’autodeterminazione delle persone e dei loro diritti”, ha commentato López Obrador alla televisione di Stato. “Abbiamo un ottimo rapporto con entrambi i candidati. Il presidente Trump è stato molto rispettoso con noi e abbiamo raggiunto degli accordi buoni. Lo ringraziamo perché non è stato un ficcanaso e lui ci ha rispettato. E la stessa cosa con il candidato Biden. Lo conosco da più di 10 anni”. Il candidato Biden, però, non era più tale. Da qualche ora era già stato eletto presidente. askanews

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