Politica

Biden firma altri 40 miliardi di aiuti all’Ucraina. Mosca vieta l’ingresso in Russia a Biden

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha firmato il provvedimento con cui Washington fornirà all’Ucraina 40 miliardi di dollari di aiuti umanitari e militari. La firma è arrivata dopo il via libera del Senato, che ha approvato la legge con 86 voti favorevoli e undici contrari. Immediata la reazione di Mosca. Il governo russo, infatti, ha vietato ingresso nel Paese a 963 cittadini statunitensi, fra cui il presidente Joe Biden, il Segretario di Stato Antony Blinken e il direttore della Cia William Burns. Il mese scorso Mosca aveva imposto il travel ban al premier britannico, Boris Johnson, alla titolare del Foreign Office, Liz Truss e ad altri undici membri del governo di Londra “per le azioni ostili senza precedenza” contro la Russia. Il pacchetto di misure da 40 miliardi, che mercoledì era stato approvato dal Senato con 85 voti a favore ed 11 contrari (repubblicani), include 20 miliardi in aiuti militari, 8 miliardi in assistenza all’economia ucraina, 5 miliardi di dollari per far fronte alla crisi alimentare globale dovuta al congelamento parziale dell’export ucraino, e più di un miliardo di dollari in assistenza dei rifugiati. La cifra record si aggiunge ai 13,6 miliardi di dollari già stanziati nelle scorse settimane dalla Casa Bianca a favore del Governo ucraino.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dal canto suo, ha espresso la propria gratitudine a Biden, che ha firmato il pacchetto di aiuti umanitari e militari all’Ucraina per 40 miliardi di dollari. “La leadership dell’America, del presidente Biden e del popolo americano nel sostenere la lotta contro l’aggressore russo è fondamentale, attendiamo il nuovo sostegno alla difesa, che oggi è più necessario che mai”, ha concluso Zelensky. Intanto, il ministro delle Infrastrutture dell’Ucraina, Olexandr Kubrakov, descrive all’Adnkronos un Paese in maceria. La regione del Dontesk, di Kharkif e Kiev sono le aree più colpite; 300 i ponti distrutti, oltre ai 50 ferroviari; 23mila i km di strade cancellate dal territorio ucraino; 20 le stazioni ferroviarie rase al suolo; 6mila i km di strade ferrate disfatte. Non c’è un aeroporto che non sia stato attaccato almeno una volta e che non abbia subito danni; alcuni, come quello di Kiev e di Dnipro (nell’est dell’Ucraina) più volte sono stati bombardati dai russi. Come anche i porti sul Mar Nero, a partire da Mykolaiv, continuamente sotto il fuoco del nemico, danneggiati e paralizzati nelle loro attività. “Non esiste una infrastruttura sul suolo ucraino che non sia stata attaccata in qualche modo durante la guerra – afferma Kubrakov -. “Puntiamo alla ricostruzione di linee ferroviarie e alta velocità, con un ruolo chiave dell’Italia”.

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