Cultura e Spettacolo

Biennale d’arte, Cecilia Alemani presenta i tre artisti italiani

Tre artisti italiani, un luogo iconico e la più importante manifestazione d’arte contemporanea del nostro Paese. A quattro mesi dall’inaugurazione della 57esima Biennale d’arte di Venezia Askanews ha incontrato Cecilia Alemani, curatrice di Padiglione Italia, che ci ha presentato i nomi dei tre artisti chiamati a esporre il proprio lavoro all’Arsenale. Roberto Cuoghi – ci ha detto Alemani – è sicuramente l’artista più conosciuto del gruppo dei tre, è il più maturo a livello anagrafico, però è anche un artista che non ha avuto moltissime mostre e moltissima exposure ultimamente in Italia. Mi piaceva l’idea di poter dare a Roberto un grandissimo spazio e di potergli dire: prova a presentare il tuo lavoro a un livello sia nazionale sia internazionale a un pubblico di mezzo milione di visitatori che verranno a vedere la tua opera”.

Il secondo artista chiamato da Cecilia Alemani è Giorgio Andreotta Calò, veneziano d’origine, ma trapiantato ad Amsterdam, che in qualche modo torna a casa e che è stato invitato, come e più degli altri, a relazionarsi con lo spazio del Padiglione, che in questa Biennale sarà usato nella sua struttura originale. “E’ un artista – ha aggiunto la curatrice – che ho scelto perché trovo abbia una sensibilità molto profonda nei confronti dell’architettura, e spesso in passato ha lavorato con edifici abbandonati, oppure trasformando l’architettura stessa del museo MAXII quando vinse il premio MAXXI e per la Biennale l’ho invitato per il Padiglione Italia, che è così importante e imponente, l’ho invitato a riflettere su questo spazio”. Il terzo nome, il più giovane, è quello di Adelita Husni-Bey, artista che utilizza lo strumento del video, unito a pratiche sociali e che è stata recentemente premiata anche alla Quadriennale di Roma. “Uno degli aspetti più interessanti per cui ho pensato al suo lavoro – ha concluso Alemani – è che non usa necessariamente il video in modo documentaristico come fanno molti dei suoi colleghi, ma lo utilizza in modo quasi maieutico”. Dopo anni di grandi “ammucchiate”, se così si può dire, il progetto di Cecilia Alemani prova ad avvicinare Padiglione Italia agli standard degli altri padiglioni nazionali, riducendo il numero degli artisti invitati, ma offrendo a ciascuno uno spazio paragonabile a quello di una mostra personale.

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