Politica

Boccia: riparte l’autonomia, legge in Aula entro l’anno

Il percorso dell’autonomia differenziata, portato avanti con forza dal precedente governo gialloverde, riprende il cammino anche se il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, che gia’ in queste settimane ha girato in lungo e in largo l’Italia e incontrato alcuni governatori, ha mostrato di avere idee diverse da quelle di chi l’ha preceduto, la ministra leghista Erika Stefani. Oggi Boccia ha chiarito che la prossima settimana riprenderanno i negoziati sull’autonomia differenziata tra il governo e le delegazioni trattanti e di aver firmato le lettere indirizzate ai Presidenti delle Regioni che hanno gia’ avviato l’iter sull’autonomia differenziata per far riprendere i confronti. Si riparte dalla Regione Veneto, la cui delegazione e’ attesa per martedi’ 22 ottobre al ministero per gli Affari regionali e le autonomie a Roma. Poi sara’ la volta della Regione Emilia Romagna e della Regione Lombardia. Nella settimana successiva sara’ avviato per la prima volta anche il negoziato con la Regione Toscana. Per avviare il relativo confronto con la Regione Piemonte, invece, si resta in attesa della deliberazione del consiglio regionale.

“Le strutture tecniche del ministero sono pronte a ricevere dalle singole Regioni le deliberazioni dei consigli per avviare la prima fase di confronto, in attesa dell’approvazione della legge quadro sull’attuazione dell’autonomia differenziata”, conclude il ministro. A Pescara, dove ha incontrato il governatore Marco Marsilio, Boccia ha annunciato che entro fine anno vuole portare in Parlamento la legge quadro “che consente un’attuazione dell’autonomia differenziata in una cornice da stato unitario che permette a ogni regione di camminare con i propri ritmi e di fare le proprie scelte rispetto all’idea di sviluppo che si ha”. “Se la legge quadro dovesse essere approvata dal Parlamento – ha sottolineato – da gennaio, per quanto mi riguarda, puo’ iniziare la fase del confronto che dipendera’ dal ritmo che le Regioni stesse imporranno: potra’ prendere un mese, un anno o i tre anni della legislatura fino al 2023. Mi auguro che le Regioni che si erano fermate riaprano il sipario del confronto istituzionale e valutino se e come rilanciare la sfida”. Il ministro ha chiarito che “la legge quadro ha un obiettivo molto chiaro: tenere il Paese unito. Si’ all’autonomia, si’ a maggiori responsabilita’ sui territori, ma no allo statalismo centrale sostituito dal centralismo regionale”.

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