Brexit, chi parte e chi arriva in parlamento Ue. Per Italia +3

Brexit, chi parte e chi arriva in parlamento Ue. Per Italia +3
La Plenaria di Strasburgo
26 dicembre 2019

Il Parlamento europeo sara’ l’istituzione comunitaria che per prima mostrera’ i segni dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, calando dai 751 seggi attuali a 705, con un possibile sorpasso di presenze del gruppo di Identita’ e Democrazia (Id) sui Verdi. I britannici andandosene lasceranno le loro 73 postazioni, ma 46 verranno congelate in previsione di riassegnarne una parte o tutte a eventuali ingressi di nuovi paesi nell’Ue. Sono quindi 27 i seggi che, dal giorno della Brexit – in teoria dal 31 gennaio prossimo – saranno ripartiti tra i 14 paesi al momento leggermente sottorappresentati, cosi’ da eliminare le disuguaglianze.

Ad aggiudicarsi piu’ seggi dei 27 da riassegnare saranno Francia e Spagna, che entrambe ne guadagneranno 5, mentre nessun deputato in piu’ andra’ alla Germania. A seguire Italia e Paesi Bassi, che ne otterranno 3 in piu’ ciascuno. Nonostante questo, la classifica delle nazionalita’ all’Eurocamera non mutera’: la Germania si confermera’ il paese piu’ rappresentato. Ecco la radiografia dell’Europarlamento post-Brexit. Prima, quindi, la Germania con 96 deputati, seconda la Francia, che passera’ da 74 a 79, terza l’Italia, che salira’ da 73 a 76, quarta la Spagna, da 54 a 59. I Paesi Bassi passeranno da 26 a 29 seggi, l’Irlanda, guadagnandone 2, aumentera’ i suoi seggi da 11 a 13. Mentre ne otterranno uno ciascuno Polonia (da 51 a 52), Romania (da 32 a 33), Svezia (da 20 a 21), Austria (da 18 a 19), Danimarca (da 13 a 14), Slovacchia (da 13 a 14), Finlandia (da 13 a 14), Croazia (da 11 a 12) ed Estonia (da 6 a 7). Oltre che per la Germania, non ci sara’ alcuna variazione neanche per Malta, Lussemburgo, Cipro (che resteranno tutti e tre agli attuali 6 deputati ciascuno), Lettonia e Slovenia (entrambe a 8), Lituania (11), Bulgaria (17), Ungheria, Repubblica Ceca, Portogallo, Belgio e Grecia (tutti a 21 deputati).

La differenza di presenze nell’Aula avra’ ripercussioni anche sul peso dei gruppi politici. I britannici attualmente non hanno alcun deputato nel gruppo del Partito popolare europeo (Ppe), ne’ nel gruppo di Identita’ e Democrazia (Id). Hanno invece 10 deputati nel gruppo dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici (S&D), 17 in Renew Europe, 11 nei Verdi, 4 nel gruppo dei Conservatori e riformisti europei (Ecr), 1 nel gruppo della Sinistra unita europea-Sinistra verde nordica (Gue/Ngl) e 30 nei Non iscritti che non e’ un vero gruppo politico, ma la “casa” dei membri del Parlamento europeo che non intendono iscriversi in nessuno dei gruppi esistenti e non riescono nemmeno a crearne uno nuovo. I 27 seggi da riassegnare verranno occupati dai primi dei non eletti nelle elezioni europee del maggio scorso. In base ai calcoli su scala europea, il Ppe, che non perde alcun deputato britannico, guadagnera’ 5 seggi, passando da 182 a 187 presenze, confermandosi primo gruppo al Parlamento. I socialisti e democratici (S&D) perderanno i 10 rappresentanti britannici, ma otterranno 4 seggi, scendendo quindi da 154 a 148 rimanendo sempre al secondo posto. Renew Europe vedra’ andare via 17 parlamentari e ne ricevera’ 6, calando cosi’ da 108 a 97. I Verdi ne perderanno 11 e ne avranno 4, passando da 74 a 67.

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Id, che non subisce alcuna sottrazione di presenze dalla Brexit, guadagnera’ invece 3 seggi, salendo da 73 a 76. Ecr ne perdera’ 4 e ne otterra’ 3, variando di un solo seggio da 62 a 61. Il Gue/Ngl ne avra’ uno in meno, ma senza alcun guadagno, calando quindi da 41 a 40. Trenta sono i britannici Non scritti che se ne andranno, mentre ne arriveranno 2, facendo scendere le presenze da 54 a 26, di cui ben 14 sono gli italiani del Movimento 5 stelle. A questo punto, la variazione piu’ significativa e’ quella che vede i Verdi scendere dalla quarta posizione tra i gruppi per numero di rappresentanti, alla quinta, superati dalla destra di Identita’ e Democrazia. Questa potrebbe essere la fotografia, nel caso in cui il dialogo in corso tra Verdi e M5s si arenasse e non portasse alla confluenza degli italiani del M5s nel gruppo. Al contrario, se la delegazione M5s italiani entrasse nei Verdi, la graduatoria dei gruppi si confermerebbe quella attuale, sebbene con numeri differenti. I deputati italiani che da febbraio prenderanno il volo per Bruxelles saranno Sergio Berlato, per Fratelli d’Italia, primo dei non eletti nella circoscrizione nord est; Salvatore De Meo al centro per Forza Italia, Vincenzo Sofo per la Lega al sud. Fratelli d’Italia passa da 5 a 6 presenze, Forza Italia da 7 a 8, la Lega da 28 a 29. Ad entrare nel Parlamento europeo, poi, ci sara’ anche un altro italiano, Sandro Gozi, sebbene eletto in Francia nella lista Renaissance (Renew Europe) sostenuta da La Re’publique En Marche del presidente Macron e dai centristi di MoDem.

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