Brignone: al traguardo ero arrabbiata, mi dispiace per Manuela

15 febbraio 2018

“Sognare di salire su un podio olimpico è un conto, esserci e salirci davvero è un altro. Alla fine sono qui stasera e forse me ne sto rendendo conto solo adesso e sono delle emozioni bellissime, pazzesche”. Federica Brignone, medaglia di bronzo nello slalom gigante alle Olimpiadi di PyeongChang, ha raccontato così l’emozione del podio ai giornalisti che la aspettavano a Casa Italia dopo la premiazione. E poi ha ricordato il momento dell’arrivo al traguardo quando, risultando al momento seconda, ha avuto un momento di rabbia legato a una situazione psicologica oggettivamente complessa. “Oggi – ha aggiunto la Brignone – è stato complesso ancora di più perché quando io ero terza in partenza c’era Manuela Moelgg, quindi era o me o lei. Combattere una medaglia con una tua compagna di squadra è comunque difficile emozionalmente. Da una parte sarei stata contenta per me e triste per lei e idem se lei avesse fatto la medaglia sarei stata contenta per lei e triste per me. Speravo facessimo lo stesso tempo a un certo punto, però non è andata così… alla fine rimane uno sport individuale, io sono contentissima di essere qua e mi spiace per lei, però quando sono arrivata ed ero seconda, per di più a sette centesimi, ero veramente nera, mi sono detta: no, di nuovo medaglia di legno come l’anno scorso ai Mondiali…”. E quando le chiediamo se si sente pronta a portare al collo il peso di eventuali altre medaglie… “Non lo so se riuscirò a vincerne delle altre – ci ha risposto Federica Brignone – io ci proverò”.

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