Khaldoon al-Mubarak, presidente del Manchester City dal 2008, figura dal 2020 nell’elenco dei diplomatici riconosciuti dal Regno Unito. È anche presidente dell’Executive Affairs Authority di Abu Dhabi e amministratore delegato di Mubadala.
La Premier League ha contestato al Manchester City oltre 100 violazioni delle norme finanziarie, con ricavi gonfiati per oltre 900 milioni di sterline in nove anni attraverso sponsorizzazioni contestate. Il club respinge le accuse.
Il nodo dell’immunità
Lo status diplomatico di al-Mubarak lo protegge dalle indagini penali e, nella maggior parte dei casi, dalle cause civili nel Regno Unito. Il Financial Times precisa che non gli vengono contestati illeciti personali.
Un’eventuale indagine del Serious Fraud Office dovrebbe inoltre stabilire se le attività riconducibili al presidente rientrino nelle sue funzioni ufficiali o abbiano natura privata. Lo ha spiegato Nick Vamos, ex responsabile delle estradizioni del Crown Prosecution Service.
Il precedente citato dal Financial Times risale al 2016, quando lo status diplomatico contribuì a proteggere l’ex premier del Qatar Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani da un’azione civile in Inghilterra.
Il peso di Abu Dhabi
Il caso si intreccia con i rapporti economici tra Regno Unito ed Emirati. Nel 2021 Londra e Abu Dhabi hanno avviato una partnership con Mubadala come investitore principale, per impegni complessivi di 30 miliardi di sterline.
Andy Burnham, premier britannico ed ex sindaco di Manchester, ha riconosciuto il ruolo degli investitori del City nello sviluppo della città. “Sarei davvero preoccupato di perdere i proprietari del City”, ha dichiarato alla BBC, definendoli un partner fondamentale. Ha poi escluso una presa di posizione sul procedimento.
Anche Etihad Airways, principale sponsor del City, è entrata nel confronto annunciando possibili azioni legali contro la Premier League. La compagnia ha respinto ogni ipotesi di accordi commerciali impropri.
Il Manchester City resta dunque al centro di una controversia che nasce dalle regole finanziarie della Premier League ma coinvolge anche interessi economici e rapporti istituzionali tra Regno Unito ed Emirati.

