Calcio, la matassa di Buffon e il silenzio di Gattuso. La stampa estera umilia l’Italia
Il ct parla di ragazzi eroici e Spinazzola piange l’ultima occasione perduta, ma la cronaca di una partita giocata in dieci uomini non basta a giustificare l’ennesima macchia indelebile nella storia secolare della nostra maglia.
Rino Gattuso
L’Italia si scopre ancora una volta esclusa dal grande banchetto del calcio mondiale. La caduta di Zenica non è soltanto un verdetto sportivo, ma il certificato di una crisi strutturale che vede gli Azzurri spettatori per la terza edizione consecutiva della Coppa del Mondo. Tra le mura ostili della Bosnia Erzegovina, la squadra di Gennaro Gattuso è rimasta vittima di un’inferiorità numerica precoce e di una mancanza di cinismo che ha trasformato una prova di carattere in una disfatta definitiva. Nonostante la difesa a oltranza operata dai vertici federali, il clima attorno alla Nazionale è quello di un inevitabile fine ciclo.
L’orgoglio e la rabbia di Rino
Gennaro Gattuso non si nasconde dietro la retorica del bel gioco. Il tecnico, provato da novanta minuti di trincea, ha analizzato con lucidità il peso di un’eliminazione che brucia sulla pelle dei tifosi e dei professionisti. “Oggi i ragazzi non si meritavano una batosta così. Siamo rimasti in 10, abbiamo avuto 3 palle gol e loro ci facevano il solletico. Dispiace, questo è calcio e sono orgoglioso dei miei ragazzi. Fa male, perché ci serviva per noi, per tutta l’italia e per il nostro movimento. Mazzata difficile da digerire” ha dichiarato il ct, visibilmente scosso per un epilogo che giudica immeritato.
Il tecnico ha poi rincarato la dose sulla natura del momento attuale, parlando di una ferita che travalica il campo. “Non voglio parlare di niente, ma oggi è ingiusto. Sono da anni nel mondo del calcio, a volte ho gioito e oggi prendo mazzate. Difficile digerire questa, hanno sorpreso anche me per il cuore che ci hanno messo. Parliamo per l’ennesima volta che non andiamo al Mondiale. Chiedo scusa che non ce l’ho fatta, ma i ragazzi oggi mi hanno impressionato. Oggi parlare del mio futuro non è importante, era importante andare ai Mondiali. Ci teniamo questa prestazione, ma fa male e dispiace” ha concluso Gattuso, lasciando intendere che la ferita richiederà tempo per rimarginarsi.
Il pianto di una generazione tradita
Tra i protagonisti più colpiti figura Leonardo Spinazzola, uno dei veterani che vedono sfumare l’ultima occasione di calcare il palcoscenico iridato. Le sue parole descrivono il vuoto generazionale che questa esclusione comporta. “Ancora non ci credo che siamo usciti in questo modo, dopo una partita in 10. Con i denti l’abbiamo portata ai rigori, potevamo fare 3/4 gol e veramente è un grande dispiacere per tutti. I bambini italiani vedranno un altro Mondiale senza Italia. Dispiace vedere i giovani piangere, spero che ne avranno tanti in futuro” ha commentato l’esterno azzurro, conscio del peso storico della debalce.
Il terzino ha inoltre voluto ribadire la sua posizione sulla direzione tecnica, cercando di proteggere il lavoro svolto in questi mesi. “Sapevamo che in 10 sarebbe stato difficile, ma abbiamo avuto 3/4 occasioni. Inutile parlare, dispiacere veramente enorme. È un incubo, è proprio vero. Da 9 anni sono in Nazionale e ancora non ho fatto un Mondiale, è brutto per tutti, anche per noi, per il gruppo che siamo stati. Anche oggi in 10… Potevamo fare molto meglio, è un dispiacere enorme. Il mister è stata una sorpresa incredibile, ho visto tutto quello che deve avere un ct, non penso che si debba cambiare” ha chiosato Spinazzola, confermando l’unità di uno spogliatoio che però non ha prodotto risultati.
La difesa di Gravina e il sistema
Dalla parte politica e dirigenziale, il presidente Gabriele Gravina prova a fare scudo contro la tempesta mediatica che sta per abbattersi sulla Figc. “Lo stato d’animo è piuttosto evidente, soprattutto per come è maturato questo risultato. Permettetemi di fare i complimenti ai ragazzi, in questi mesi hanno avuto una crescita incredibile, molti di voi non hanno potuto apprezzare il clima e l’atmosfera in questi ultimi mesi”.) ha esordito il presidente, cercando di spostare l’attenzione sul processo di crescita piuttosto che sul risultato finale.
Gravina ha poi confermato la volontà di proseguire con l’attuale guida tecnica, almeno nelle intenzioni immediate. “Volevamo dare una gioia ai nostri tifosi, voglio fare i complimenti a Rino Gattuso. È un grande allenatore, gli ho chiesto di rimanere, lui e Buffon, alla guida tecnica di questi ragazzi. Avete perso un momento di grande sintonia all’interno nello spogliatoio. La partita l’avete vista tutti. C’è poco da commentare, il mister li ha definiti eroici. Poi capisco che ci siano diverse valutazioni da fare” ha aggiunto, rimandando comunque ogni analisi definitiva alla sede istituzionale del Consiglio Federale.
Le ombre su giugno e il futuro
Anche Gigi Buffon, nel suo ruolo di Team Manager, ha voluto lasciare una testimonianza carica di responsabilità ma anche di incertezza. “È un momento delicato e bisogna prendersi il proprio tempo, necessario, per fare le valutazioni corrette. La stagione sportiva finirà a giugno e fino a lì è corretto e doveroso dare la disponibilità alla Federazione, al presidente, a chi ha avuto fiducia in me” ha spiegato l’ex portiere, ponendo una scadenza temporale alle riflessioni in corso.
Il dolore per il mancato traguardo resta il filtro attraverso cui ogni prestazione viene oggi giudicata. “Se vi siete accorti che qualcosa sta migliorando ci fa piacere, ma l’obiettivo più grande era quello di andare al Mondiale. In questo momento è quello che fa male e rischia di far ragionare in maniera contorta e poco lucida. Mi fermo qua, fino a giugno ci siamo, poi per le altre valutazioni vediamo come si dipana la matassa” ha concluso Buffon. Mentre l’Italia si interroga, i media mondiali, da Bild a Olé, titolano “Ciao Italia”, sancendo con spietata ironia la fine di un’era.
