Carabiniere ucciso, testimonianza del collega Andrea Varriale

15 luglio 2020

Testimonianza importante oggi nel processo per la morte del vicebrigadiere dell’Arma Mario Cerciello Rega, avvenuta il 26 luglio 2019 e che vede imputati i due giovani statunitensi Finnegan Elder Lee e Gabriel Natale Hjorth. A parlare in aula il collega presente la sera dell’omicidio, Andrea Varriale, il quale dice che quella sera lui e Cerciello Rega hanno tirato fuori il tesserino e si sono “qualificati” dicendo di essere Carabinieri.

“Loro ci hanno aggrediti subito. Non abbiamo visto che erano armati (…) – ha raccontato, rispondendo alle domande del pubblico ministero e spiegando di avere sentito Mario gridare e lamentarsi – è durato pochissimi secondi. Vado verso Mario e lo trovo in piedi, perde sangue in modo copioso. Mi tolgo la maglietta e tampono. Non mi rendo conto di quante ferite ha Mario. In breve la polo diventa intrisa di
sangue. Chiamo la centrale e chiedo i soccorsi”. L’avvocato di Finnegan Lee Elder, Roberto Capra, prima di entrare a Palazzo di Giustizia, si è augurato: “Un momento importante, mi auguro che venga fatta chiarezza su alcune cose che ancora adesso non sono ancora del tutto chiare”.

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