Carlo Conti svela i trenta brani di Sanremo: bouquet variegato di amore e sentimenti sul palco dell’Ariston
Il Festival di Sanremo 2024, in programma dal 24 al 28 febbraio all’Ariston, presenta trenta brani in gara selezionati da Carlo Conti, che ha definito la scelta come un “bouquet di fiori variegato” tra pop, rock, rap e ballad. Gli artisti, da veterani come Patty Pravo e Francesco Renga a debutti assoluti come Sayf e Tredici Pietro, esplorano temi d’amore, fragilità e società, con un focus su sentimenti nascosti e resilienza. L’impatto immediato è alto: dopo il successo dello scorso anno, la kermesse mira a confermare la classifica sarmenese come anticipatrice delle hit nazionali, con brani che spaziano da romantiche ballad a ritmi ballabili, promettendo sorprese e conferme.
Carlo Conti, presentando gli ascolti in anteprima alla stampa, ha sottolineato la difficoltà di assemblare un programma equilibrato. “Ogni anno è come andare al mercato e comporre questo bouquet di fiori, variegato possibile”, ha detto il conduttore, ricordando il trionfo dell’edizione precedente che ha anticipato successi discografici. Tra i generi, dominano le ballad d’amore, ma non mancano rap, funk, country e persino un pezzo politico, riflettendo la diversità artistica italiana. Gli artisti si sono proposti con proposte originali, e il direttore artistico ha scelto per offrire un panorama rappresentativo, dal pop al rock, dal country al rap.
La selezione variegata di Conti
Tra i favoriti, Tommaso Paradiso porta “I romantici”, una ballad intensa dedicata alla figlia, scritta con Davide Petrella e prodotta da Simonetta. Il cantautore romano, con 12 dischi di platino, debutta all’Ariston con un ritornello accattivante che invita a guardare il cielo, un testo per cuori teneri perfetto per i social. Malika Ayane, alla sesta partecipazione, sorprende con “Animali notturni”, un pezzo energico e funky che omaggia un mondo invisibile, valorizzando le sue doti vocali. Sayf, esordiente, presenta “Tu mi piaci tanto”, un rap con sonorità pop e country, che fotografa il suo sguardo sulla società con cambi di ritmo netti.
Patty Pravo, veterana con dieci presenze dal 1970, torna con “Opera”, brano melodico di Giovanni Caccamo adatto all’orchestra, alternando note alte e profonde. Luchè, rapper napoletano con 35 dischi di platino, propone “Labirinto”, metafora di pensieri ossessivi scritta con Petrella, un pezzo intenso con ritornello forte. Mara Sattei, alla seconda partecipazione e con 18 platini, offre “Le cose che non sai di me”, ballad autobiografica ambientata a Trastevere, con crescendo emotivo. Francesco Renga, undicesimo Festival, canta “Il meglio di me”, ballad ritmata sulle sue fragilità, da suonare con orchestra.
Ballad romantiche e sorprese vocali
Ditonellapiaga, seconda volta ma prima da solista, porta “Che fastidio”, pezzo che alterna rap e parti liriche con synth divertenti, testo scritto con Edoardo Castroni. Leo Gassmann, terza partecipazione, presenta “Naturale”, romantico e sognante con autotune, invitando ad andare oltre le apparenze. Sal Da Vinci, ritorno dopo 17 anni, propone “Per sempre sì”, pop funk anni ’80 con frase napoletana, energico e allegro. Levante, terza volta, canta “Sei tu”, ballad potente sul bisogno di dichiarare l’amore, mostrando una versione inedita.
Tredici Pietro, debutto, sceglie “Uomo che cade”, rap con pop che parla di cadere e rialzarsi, ritornello cantabile; si specula su un duetto con il padre Gianni Morandi. Enrico Nigiotti, quarta partecipazione, offre “Ogni volta che non so volare”, ballad scritta con Pacifico, flusso di coscienza con rabbia e malinconia. Samurai Jay, esordiente, presenta “Ossessione”, rap reggaeton ballabile con sapore caraibico, sulla passione per musica e vita. Serena Brancale, terza volta, cambia registro con “Qui con me”, canzone poetica dedicata alla madre, vocale jazz che ricorda Giorgia.
Ritmi moderni e temi attuali
Arisa, settima partecipazione dopo anni di assenza, torna con “Magica favola”, romantica e melodica come colonna sonora di una fiaba Disney. Nayt, debutto, propone “Prima che”, rap morbido sulla generazione tra luci e ombre, tema della distanza digitale. Dargen D’Amico, terza volta, porta “Ai Ai”, pop rap ballabile su intelligenza artificiale, testo originale e cantabile. Raf, quinta partecipazione, festeggia 40 anni di “Self Control” con “Ora e per sempre”, ballad autobiografica anni ’80.
LDA e AKA 7even, prima coppia, presentano “Poesie clandestine”, ritmo latino-napoletano estivo, fresco e dedicato. Le Bambole di Pezza, definite da Conti “rock al femminile”, debuttano con “Resta con me”, ballad rock sulla sorellanza. Fulminacci, seconda volta, offre “Stupida sfortuna”, ballad malinconica con ritornello poetico retrò. Ermal Meta, settima, porta “Stella stellina”, unico pezzo politico, ninna nanna di speranza e resistenza con ritmo arabeggiante.
Tormentoni e ironia finale
Elettra Lamborghini, seconda partecipazione, propone “Voilà”, pezzo allegro da ballare, tormentone per radio e Pride. Chiello, debutto, canta “Ti penso sempre”, romantico up tempo con cassa dritta. Eddie Brock, esordiente, presenta “Avvoltoi”, ballad rock su amore totalizzante. Maria Antonietta e Colombre, prima coppia, offrono “La felicità e basta”, inno spensierato alla felicità come diritto. Fedez e Marco Masini, favoriti, propongono “Male necessario”, ballad mantra di rivalsa, superando rancori passati.
Michele Bravi, terza volta, canta “Prima o poi”, ballad malinconica su inadeguatezza. J-Ax, prima da solista, chiude con “Italia Starter Pack”, country folk divertente e ironico sulla società, con giochi linguistici pungenti. L’edizione 2024 si annuncia come un riflesso variegato della musica italiana, con brani che toccano corde emotive profonde e ritmi contemporanei, pronti a conquistare il palco e il pubblico.
