Carne e vino rosso: i segreti di un abbinamento che fa cantare le papille

carnevino

Ci sono, nel campo dell’enogastronomia, regole d’oro che è difficile discutere. Una di queste riguarda l’abbinamento fra carne e vino.

Anche se, negli ultimi anni, il bianco ha guadagnato terreno, le buone forchette più tradizionaliste si orientano sul rosso, soprattutto se in tavola è presente un piatto a base di carne rossa. Dietro a un’abitudine secolare, c’è una spiegazione scientifica.

Il successo dell’abbinamento è da attribuire all’importante quantità di tannini, composti fenolici presenti anche nel cacao e nel tè, che caratterizza il vino rosso. Queste molecole sono in grado di provocare una sensazione di secchezza che accompagna con equilibrio l’untuosità data dall’alto tenore lipidico della carne rossa.

La sinergia fra carne e vino rosso fa parte dei capisaldi di tradizioni culinarie regionali che, come quella toscana, hanno travalicato da tempo i confini nazionali, contribuendo alla grandezza del nome dell’Italia nel mondo quando si parla di sapori.

Fino a qui è tutto meravigliosamente evocativo – sfidiamo chiunque a non sentire un po’ di acquolina in bocca – ma rimane fermo un piccolo problema. Quale di preciso? Di vini rossi ce ne sono tanti e lo stesso si può dire per i tagli di carne: come portare in tavola abbinamenti davvero vincenti? 

Il primo consiglio da considerare riguarda il fatto di sfruttare il web: su e-commerce verticali come il portale Tannico, si trovano vini rossi per tutti i gusti (e di altissima qualità).

Ora non resta che partire per un piccolo viaggio enogastronomico, che inizia da un classico come il bollito, ricetta di origini piemontesi molto apprezzata per via della delicatezza dei sapori delle carni presentate in tavola.

L’abbinamento ideale è con un vino rosso acido e vivace: fondamentale è che l’azione dei tannini, molecole aventi il compito di scomporre le glicoproteine presenti nella saliva, processo che causa la sopra citata sensazione di secchezza, non sia troppo marcato.

Il risultato da ottenere, infatti, è quello di un accompagnamento armonico. Alleati preziosi sono vini come il Dolcetto d’Alba DOC 2024, che colpisce fin dal primo assaggio per la sua freschezza.

Se il menù prevede carne di maiale – con tagli come la lonza – si rimane sempre in Piemonte con un ottimo Dolcetto d’Alba 2023, leggerissimo e dai piacevoli sentori aromatici, tra i quali spicca in particolare il rosmarino. 

Eccoci finalmente a parlare di uno dei piatti di carne più rappresentativi della cucina italiana: la bistecca alla fiorentina. In questo caso, fra le etichette migliori troviamo un’altra perla della Toscana, ossia il Chianti classico, i cui sentori di frutta rossa e richiami balsamici esaltano al massimo la ricchezza gustativa della bistecca alla brace.