Caso Epstein, Melania Trump rompe il silenzio e respinge ogni accusa pubblicamente

La First Lady degli Stati Uniti interviene a Washington per smentire qualsiasi coinvolgimento personale nelle vicende legate al finanziere, mentre una commissione parlamentare convoca un noto imprenditore tecnologico per chiarire relazioni pregresse e responsabilità istituzionali.

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Melania Trump

“Non sono mai stata a conoscenza delle attività e degli abusi di Epstein, non vi sono mai stata coinvolta né ho mai partecipato, non sono mai stata sul suo aereo privato o sulla sua isola”. Con queste parole Melania Trump ha preso posizione in modo diretto e senza ambiguità.

L’apparizione, non annunciata, alla Casa Bianca ha segnato un cambio di passo comunicativo. La First Lady ha scelto il registro pubblico per interrompere quella che definisce una catena di “menzogne” che la collegherebbero al finanziere. “Le menzogne che mi collegano a questa figura infame devono cessare oggi”, ha dichiarato. Il messaggio è duplice: difesa personale e presa di distanza politica. Nessun margine interpretativo, nessuna apertura a zone grigie.

La richiesta di audizioni pubbliche

Nel suo intervento, Melania Trump ha introdotto un elemento istituzionale. Non solo una smentita, ma una sollecitazione precisa al Congresso. “Esorto il Congresso a concedere alle donne che sono state vittime un’udienza pubblica, incentrata specificamente sui sopravvissuti”.

Una richiesta che sposta il baricentro dal piano difensivo a quello politico. Il tema diventa la trasparenza. L’idea di audizioni pubbliche segnala la volontà di portare il caso fuori dai circuiti opachi e restituirlo al controllo dell’opinione pubblica.

In controluce, emerge una strategia: separare le responsabilità individuali dalla necessità di accertamento sistemico.

Convocazione di Bill Gates

Parallelamente, l’inchiesta parlamentare entra in una fase operativa. Bill Gates sarà ascoltato il 10 giugno da una commissione del Congresso degli Stati Uniti. La notizia, anticipata da Politico e confermata da fonti vicine al dossier, indica un allargamento del perimetro investigativo.

L’audizione si terrà a porte chiuse. Al centro, i presunti legami passati tra il fondatore di Microsoft e Epstein. Un passaggio delicato, che riguarda non solo i rapporti personali ma anche le eventuali implicazioni reputazionali e istituzionali.

La scelta della modalità riservata segnala la sensibilità del materiale trattato e la complessità delle relazioni in esame.

Un’inchiesta su vasta rete

Il procedimento del Congresso si inserisce in un contesto più ampio. Non si tratta di un’indagine isolata, ma di un filone che punta a ricostruire una rete di contatti stratificata nel tempo.

Epstein, accusato di traffico sessuale di minori e morto nel 2019 mentre era in custodia federale, aveva costruito relazioni trasversali. Economia, politica, finanza. Un sistema di connessioni che oggi viene passato al vaglio delle istituzioni.

La pressione politica cresce. L’obiettivo dichiarato è fare luce non solo sui singoli episodi, ma sulla struttura relazionale che li ha resi possibili. In questo quadro, ogni testimonianza diventa un tassello.

Il caso resta aperto. E torna a interrogare non solo le responsabilità individuali, ma la tenuta dei meccanismi di controllo.