Consegnata casa ai rom, Raggi contestata a Casalbruciato. Le gridano anche “zingara”

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8 maggio 2019

Una giornata di tensione in via Satta, a Casal Bruciato, periferia Est di Roma, dove alcuni residenti e militanti di estrema destra, in particolare di CasaPound, protestano contro l’assegnazione di un alloggio popolare ad una famiglia rom proveniente dal campo nomadi della Barbuta. La zona e’ presidiata da un consistente numero di uomini e mezzi delle forze dell’ordine. E non sono mancate le dure contestazioni nei confronti del sindaco di Roma, Virginia Raggi, che nel primo pomeriggio si e’ recata sul posto ed ha incontrato la famiglia rom assegnataria. Pesanti gli insulti, anche sessisti, volati all’indirizzo di Raggi, costretta ad essere scortata da un cordone di agenti di Polizia fino alla sua auto quando e’ andata via. “Restano li’ dentro perche’ ne hanno diritto. La legge si rispetta”, ha detto Raggi. Ma intanto la sua iniziativa di recarsi sul posto non sarebbe stata bene accolta da Luigi Di Maio: dall’entourage del leader M5s e’ infatti filtrata l’irritazione per come la vicenda e’ gestita dal sindaco. Priorita’ aiutare gli italiani poi gli altri, e’ il senso della frase riportata.

La vicenda di Casal Bruciato finisce anche con il coinvolgere, sia pur indirettamente, il Vaticano, visto che la famiglia in questione e’ stata invitata da don Gianpiero Palmieri, vescovo ausiliare di Roma Est, a prendere parte domani sera all’incontro diocesano che Papa Francesco avra’ nella basilica di San Giovanni in Laterano. E interviene anche l’Osservatore Romano, scrivendo di “Tensione, insulti. E orribili minacce all’incolumita’ fisica e alla dignita’ di una famiglia”, legittima assegnataria di un alloggio popolare insultata e minacciata “da un comitato misto di residenti e facinorosi, capeggiati da esponenti dell’organizzazione di destra CasaPound. I manifestanti hanno rivolto frasi gravissime ai rom: dal minacciato stupro nei confronti di una donna, alle promesse di morte”. Il capofamiglia assegnatario, Imcor, ha commentato “rimaniamo qui, e’ casa nostra. La sindaca ci ha detto questa e’ casa vostra, avete fatto domanda come gli italiani, come loro anche voi avete aspettato anni e anni. Io aspetto da circa 2 anni per questa casa”.

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Nel tardo pomeriggio ha preso il via il presidio antifascista organizzato dai movimenti per il diritto all’abitare, La zona e’ presidiata da blindati e agenti della Polizia anche perche’ nella adiacente piazza Balsamo Crivelli era in programma la manifestazione di CasaPound per contestare la scelta del Campidoglio. Tra i partecipanti anche diversi esponenti Pd, tra cui il segretario regionale del Lazio Bruno Astorre, il segretario romano Andrea Casu e alcuni consiglieri regionali. In piazza il parlamentare Dem Matteo Orfini, il deputato di Sinistra Italiana Stefano Fassina e rappresentati di Baobab Experience. Qualche abitante si e’ affacciato dai balconi urlando “andate via” ai manifestanti. C’e’ stato anche un momento in cui i manifestanti hanno provato a partire con un corteo non autorizzato (il presidio doveva essere in forma statica) a via Satta ma sono stati fermati dalla Polizia schierata in tenuta antisommossa.

I manifestanti avanzavano con le mani alzate per segnalare cosi’ di non voler violare il blocco con la forza e cantando ‘Bella ciao’. Sulla vicenda anche le parole del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Andro’ a Casal Bruciato ma piu’ avanti, ci andro’ quando c’e’ calma, adesso scriverebbero che vado a gettare benzina sul fuoco”. Salvini, parlando a “Otto e mezzo” su La7, ha anche detto che “nelle citta’ governate dai sindaci della Lega la precedenza nelle assegnazioni va a chi risiede li’ da anni, prima gli italiani e’ un principio di civilta’”. A proposito delle parole di Salvini da registrare il commento di Roberto Saviano su Facebook: “Le parole del #MinistrodellaMalaVita sui fatti di Casal Bruciato sono troppo ambigue. Si ha l’impressione che cerchi di non indispettire i cani feroci di CasaPound, che oramai sentono di non avere limiti: squadristi che minacciano donne e bambini che sono nel loro pieno diritto, ma ‘colpevoli di etnia diversa’”.

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Lo scrittore aggiunge: “Cosa crede, Ministro, che le sue simpatie e frequentazioni, la sua indulgenza nei confronti di CasaPound a Roma non abbiano conseguenze? Quando qualcosa accadra’ – poiche’ e’ chiaro che a Roma si sta preparando il terreno perche’ qualcosa accada: e’ inconcepibile l’aggressione subita oggi dalla Sindaca Raggi – noi sapremo chi sara’ il responsabile politico. Ma una riflessione merita anche la condizione nella quale il Ministro ha ridotto la Polizia di Stato. Un servizio d’ordine a disposizione della campagna elettorale di un partito. Uomini costretti a sequestrare striscioni a persone anziane, a sequestrare telefonini che turbano la grave forma di selfite del Ministro. Che pena”.

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