Conte ai gruppi del M5S: sostegno al governo ma nostre battaglie continuano

Conte ai gruppi del M5S: sostegno al governo ma nostre battaglie continuano
Giuseppe Conte
22 giugno 2022

L’appoggio al governo Draghi rimane l’asse portante della politica del Movimento 5 stelle ma “a determinate condizioni” che sono quelle del rispetto delle sue battaglie. Giuseppe Conte ripete all’assemblea congiunta dei deputati e dei senatori stellati il messaggio lanciato oggi anche attraverso le interviste in tv. Lo sforzo di Conte, dopo l’emorragia di oltre sessanta parlamentari che hanno aderito alla scissione promossa, è quello di mostrare l’immagine di una comunità ferita ma più coesa e non intenzionata a concentrarsi nello scontro con i fuoriusciti. “Nessun rancore per Di Maio e i suoi”, è assieme la promessa e la richiesta che l’ex presidente del Consiglio indirizza alla platea. Conte giura che “si illude chi pensa che saremo meno forti perché abbiamo meno parlamentari” e ribalta l’idea che la scissione del ministro degli Esteri renda marginale il Movimento.

Anzi, lancia un ironico avvertimento sulla possibilità che il M5S si ritrovi con le mani più libere, dopo gli ultimi scontri col Governo a proposito della guerra in Ucraina: “Se ci sono nuovi numeri che sorreggono il Governo porteremo avanti le nostre battaglie senza il peso del ricatto di poter far cadere l’emisfero occidentale”. In assemblea si registra, racconta chi prende parte alla riunione, una diffusa amarezza per la rottura della comunità, c’è chi parla di “tristezza” per l’esito dello scontro interno. C’è chi scommette sulla possibilità di “rigenerarsi” anche grazie alla nuova organizzazione che si va strutturando, a partire dai responsabili sul territorio. Le critiche più diffuse toccano la sua gestione del Movimento e chiedono all’ex premier una maggiore capacità inclusiva nei confronti dei gruppi parlamentari.

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E’ uno degli aspetti che ha gonfiato i ranghi degli scissionisti: Conte non ha mai conquistato i cuori di molti dei suoi parlamentari, che lo vedono di rado, si sentono poco ascoltati e valorizzati. Ma qualche voce si leva, soprattutto da deputati al primo mandato, sul tema più delicato: la necessità di lasciare il Governo al suo destino. Su questo tema della tenuta del rapporto fra M5S e Governo, nonostante le rassicurazioni di Conte che oggi su La7 si è detto pronto a incontrare Draghi, un parlamentare di lungo corso e robuste esperienze istituzionali, invita a non fare previsioni: “Impossibile prevedere oggi – confida a taccuini chiusi – come andrà a finire”. L’andamento dell’assemblea autorizza a tenere in vita l’interrogativo.

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