Politica

Conte cerca intesa nel governo su Nadef, nuovo vertice a Palazzo Chigi

Governo riunito a Palazzo Chigi per cercare di chiudere l’accordo politico sulla Nota di aggiornamento al Def (Nadef) e portare il documento in Consiglio dei ministri domani sera. L’incontro che si è tenuto stamani tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione dei partiti non è stato sufficiente per sciogliere i nodi ancora sul tavolo ed è stato interrotto per la visita della presidente della Confederazione Svizzera Simonetta Sommaruga.

Alle 20 a Palazzo Chigi, è iniziata quindi una nuova riunione, che si preannuncia lunga, per tentare di risolvere le criticità ancora sul tavolo. Al vertice prendono parte, oltre a Conte, i capi delegazione dei partiti di governo, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, i vice ministri al Mef Laura Castelli (M5s) e Antonio Misiani (Pd), la sottosegretaria di Leu Cecilia Guerra, il vice capogruppo alla Camera e responsabile economico di Italia viva Luigi Marattin. La Nadef è il documento che definisce l’andamento del quadro macroeconomico e di finanza pubblica e, in sostanza, è la base su cui costruire la prossima manovra economica. Dunque un atto assai “sensibile” per tutti i partiti.

Conte, in conferenza stampa, ha spiegato che per il Pil è prevista una contrazione “sotto la doppia cifra, è un calo pesante ma ragionevolmente saremo sotto la doppia cifra, questo ci conforta molto, l’anno prossimo dovremmo crescere molto”. La manovra economica, che dovrà tenere conto dei fondi Ue, dovrebbe aggirarsi intorno ai 30 miliardi di euro. “Stiamo impostando la Nadef e la nostra politica di bilancio, un percorso che abbraccerà gli anni a venire – ha detto ancora Conte -. A dispetto della pandemia l’Italia sta dimostrando resilienza anche economica, oggi possiamo dire che la situazione è molto pesante ma abbiamo note positive”. Intanto, però, il presidente del Consiglio deve mettere d’accordo la maggioranza e chiudere la Nadef. Un auspicio avanzato stamani da Marattin, preoccupato per il fatto che “ci sono delle scadenze di finanza pubblica che vanno rispettate ed è bene non fare le cose di fretta. Ma è giusto che venga approvata con il consenso politico necessario”. Che ancora non c’è. askanews

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