Conte lavora su manovra ed evasione fiscale, partiti presentano conto

Conte lavora su manovra ed evasione fiscale, partiti presentano conto
Giuseppe Conte
25 settembre 2019

Mentre slitta l’approdo in Consiglio dei ministri della Nota di aggiornamento al Def, il governo lavora sulla lotta all’evasione fiscale mentre i partiti della maggioranza iniziano ad avanzare le loro richieste. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, appena rientrato da New York, ha convocato un vertice, durato circa tre ore, a cui hanno preso parte il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, capo della delegazione del Pd al governo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, i viceministri all’Economia, Laura Castelli e Antonio Misiani. Una riunione “tecnica” spiegano da Palazzo Chigi. Al termine emerge che la Nota di aggiornamento al Def sarà approvata lunedì, con qualche giorno di ritardo rispetto alla scadenza del 27 settembre. Un termine “non perentorio”, si spiega, precisando che lo slittamento darà la possibilità di disegnare al meglio il quadro di finanza pubblica per la manovra che sarà presentata entro il 20 ottobre.

L’esito del lavoro di Roma è legato inevitabilmente al negoziato informale in corso con Bruxelles sulla flessibilità sul deficit che dovrebbe portare il disavanzo verso il 2-2,1% secondo quanto trapelato dopo il vertice informale di Helsinki. Oltre alla flessibilità, però, per Conte una parte centrale della manovra dovrà riguardare la lotta all’evasione. Il premier, che da New York aveva lanciato la proposta di un “patto con tutti i cittadini onesti”, nel corso della riunione ha ribadito la richiesta ai ministri. Serve un intervento “radicale” per il presidente del Consiglio per ridurre “al massimo” l’evasione. Occorrono “molti miliardi”, spiegano fonti di Palazzo Chigi, per ridurre la pressione fiscale. Punto centrale del piano di Conte è spingere il più possibile per l’uso della moneta elettronica e per questo sono allo studio dei tecnici “vari modelli”. Intanto, in vista della manovra, i partiti preparano le loro proposte. Il Pd annuncia l’intenzione di portare in Parlamento due proposte “semplici ed eque” a sostegno delle famiglie.

La prima è un “assegno unico universale: fino a 240 euro al mese per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni; fino a 80 euro al mese dai 18 ai 26 anni. L’assegno viene maggiorato in caso di figli con disabilità”. La seconda proposta è “la dote unica per l’acquisto dei servizi per l’infanzia: fino a 400 euro al mese per ogni figlio a carico da zero a 3 anni per spese di asilo nido, babysitter e altri servizi per l’infanzia. Importo ridotto dai 3 a 14 anni. La dote viene maggiorata per ogni figlio con disabilità”. Anche Matteo Renzi, in un incontro alla stampa estera, annuncia un ‘pacchetto’ di proposte di Italia Viva, per cui, comunque, la priorità è “il blocco dell’aumento dell’Iva”. La prima idea è il “Family act, che vuol dire figli, asili nido, congedo parentale anche per i padri, servizi, una rivoluzione culturale in un Paese che troppo spesso è maschilista”. Il secondo punto riguarda gli “investimenti verdi: il piano Merkel è molto interessante e ambizioso, noi presenteremo al governo le nostre idee per fare dell’ecologia uno strumento al servizio dell’economia e viceversa”.

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Infine, c’è “un grande problema di evasione. Con fatturazione elettronica e fisco digitale l’Italia ha finalmente iniziato a combattere l’evasione e alla Leopolda Ernesto Maria Ruffini presenterà la proposta per la fase due della fatturazione elettronica”. Si tratta comunque, ha assicurato, di “proposte” e non di “ultimatum” al governo. Più investimenti, in particolare sulle politiche green, sono quelli che ha in mente Stefano Patuanelli, ministro pentastellato dello Sviluppo economico. Al Sole24Ore Patuanelli annuncia che gli incentivi fiscali del piano Impresa 4.0, dall’iperammortamento al credito di imposta per la ricerca e sviluppo, saranno rinnovati con un orizzonte temporale non più annuale, ma stabile o comunque di almeno tre anni. Resta da valutare l’opportunità di varare un decreto clima, mentre è esclusa la ‘tassa’ sui biglietti aerei. Il percorso per la manovra è ancora nelle fasi iniziali, ma le richieste sono già molte e si dovrà fare i conti su casse vuote e su una flessibilità europea che non sarà certo illimitata. askanews

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