Conte prepara agenda, pronte proposte di Italia viva e M5s. Pd in conclave

Conte prepara agenda, pronte proposte di Italia viva e M5s. Pd in conclave
Giuseppe Conte
3 gennaio 2020

Si terra’ all’Abbazia di San Pastore a Contigliano in provincia di Rieti la due giorni del Pd durante la quale il segretario dem Zingaretti – invitati i ministri, i capigruppo, i presidenti di commissione, i componenti della segreteria e altri ‘big’ – terra’ il punto sulle richieste che verranno avanzate al tavolo di palazzo Chigi. Il conclave servira’ a stilare una vera e propria agenda. Ridurre le tasse sul lavoro entro gennaio, investimenti verdi, lo sblocco dei cantieri, gli investimenti su scuole e istruzione le priorita’ da portare avanti. Oggi al Nazareno, riferiscono fonti parlamentari, si terra’ una prima riunione tecnica per affrontare i dossier. Intanto anche Italia viva sta definendo un documento di proposte da proporre. Il primo punto resta quello del piano ‘schock’ sulle infrastrutture ma verra’ lanciato pure un progetto per rimodulare l’Irpef.

Di Maio dal canto suo gia’ da tempo ha indicato quale dovra’ essere il contenuto del nuovo contratto di governo da stilare entro la fine del mese. E la revoca delle concessioni a Benetton e’ in cima alla lista, con il ministro per le Infastrutture e i Trasporti De Micheli che parla di mancata manutenzione. La decisione finale verra’ presa in uno dei prossimi Cdm direttamente dall’esecutivo. Tanti i nodi da sciogliere: in primis la questione della durata ragionevole dei processi (i dem chiedono di apportare correttivi alla riforma Bonafede), del reddito di cittadinanza (difeso a spada tratta da Di Maio) e di Quota cento. Il primo provvedimento pero’ che verra’ discusso alle Camere sara’ il Milleproroghe e nei prossimi giorni si cerchera’ un’intesa nella maggioranza. Il compito per il presidente del Consiglio non e’ dei piu’ agevoli e l’intenzione del premier e’ quella di prendersi tutto il mese per far si’ che venga definita un’agenda di largo respiro. Un’agenda quindi in cui ci sara’ un calendario ben definito e che dovra’ arrivare al 2023. Il Pd non ha intenzione di lanciare ultimatum, mentre in Italia viva non si nasconde il pessimismo sulla possibilita’ di continuare tra le fibrillazioni continue nella maggioranza.

L’obiettivo del premier e’ quello di rispondere alle esigenze del Paese e non – spiega chi gli ha parlato – alle ‘bandierine’ delle forze politiche. Per questo motivo il presidente del Consiglio chiedera’ ai capi delegazione dell’esecutivo responsabilita’. Del resto la sua visita ai genitori della prima bimba nata pochi secondi dopo la mezzanotte del nuovo decennio, appare come un segnale della distanza che il premier intende mettere dalle polemiche politiche. Il nodo piu’ divisivo al momento resta quello della giustizia, con il vertice che si terra’ il 7 gennaio. Di Maio tiene il punto sulla riforma della prescrizione, convinto che l’asse tra il premier e il ministro della Giustizia Bonafede, possa evitare ‘cedimenti’ mentre i dem non intendono fare marcia indietro. Tuttavia sono tanti i fronti aperti – dalla legge elettorale alle crisi aziendali (Alitalia e Ilva in primis) alle elezioni in Emilia – e le fibrillazioni nel Movimento 5 stelle non aiutano la navigazione della maggioranza. “La Libia sta per scoppiare e noi pensiamo alle divisioni interne”, spiega un fedelissimo di Di Maio.

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