Coronavirus, a Hubei 60 milioni di persone costrette a rimanere a casa

Coronavirus, a Hubei 60 milioni di persone costrette a rimanere a casa
17 febbraio 2020

Stretta delle autorità in Cina per impedire il diffondersi del nuovo coronavirus: alle persone nella provincia di Hubei, 60 milioni, è stato ordinato di rimanere a casa. I cittadini della provincia focolaio dell’epidemia saranno autorizzati a uscire in caso di emergenza. Ogni tre giorni, una sola persona per famiglia potrà lasciare l’abitazione per acquistare cibo e beni essenziali. Nei complessi residenziali, un solo ingresso aperto e sorvegliato per garantire che solo i residenti possano entrare o uscire. Tutte le altre attività rimarranno chiuse, ad eccezione di farmacie, hotel, negozi di alimentari e servizi medici. Vietato l’uso di auto private, ma i veicoli per la consegna di beni essenziali sono esenti. A Pechino, nel frattempo, le autorità della capitale hanno ordinato a tutti coloro che fanno rientro nella città di mettersi in quarantena per 14 giorni, pena per chi contravviene. Mentre la banca centrale cinese disinfetterà e terrà in quarantena anche le banconote.

PIU’ CONTAGI SULLA DIAMOND

Il numero di persone a bordo della Diamond Princess positive al coronavirus è aumentato a 355, dopo che sono stati confermati 70 nuovi contagi. Lo ha annunciato il ministro della Sanità del Giappone, Katsunobu Kato. La nave da crociera, che ha fatto registrare il numero più alto di casi fuori dalla Cina, è in quarantena dal 3 febbraio scorso, dal suo arrivo nel porto giapponese di Yokohama, dopo la conferma del contagio di un passeggero sbarcato in precedenza a Hong Kong. Tra i passeggeri ce ne sono 35 di nazionalità italiana, per i quali la Farnesina sta preparando un volo per rimpatriarli. Cosa che già hanno fatto con i propri connazionali, Stati Uniti e Canada, ad esempio. Di certo, un periodo di osservazione in quarantena di 14 giorni sarà previsto al rientro in Italia dei 35 connazionali. ,secondo quanto si apprende, anche per i 35 italiani attualmente a bordo della nave. La task force del ministero della Salute sta valutando, con le altre istituzioni interessate, la struttura più idonea ad accogliere gli italiani attualmente a bordo della Diamond: tra le candidate, la Cecchignola, già utilizzata per gli italiani rientrati da Wuhan, se i tempi tecnici del rientro lo permetteranno. A bordo della Diamond Princess ci sono complessivamente 3.711 persone e non tutte hanno superato tutti gli esami per accertare il loro possibile contagio. “Finora abbiamo sottoposto a test 1.219 persone”, ha dichiarato il ministro della Sanità giapponese Katsunobu Kato all’emittente pubblica Nhk. Ha aggiunto che al momento 73 delle 355 persone positive al coronavirus non presentano sintomi.

BOLLETTINO MEDICO DELLO SPALLANZANI

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Intanto, “anche il secondo test al Coronavirus effettuato presso l`Inmi Spallanzani a Niccolò è risultato negativo”. La notizia arriva dalla stessa direzione sanitaria dell`Istituto nazionale malattie infettive di Roma. Il ragazzo italiano è rimpatriato da Wuhan con un aereo militare sabato mattina. Il bollettino medico sempre dello Spallanzani, riporta che il 17enne “continua a essere in buone condizioni di salute”. “Il tampone naso-faringeo effettuato nella giornata di ieri, 15 febbraio, è risultato negativo per la ricerca del nuovo coronavirus e di altri eventuali agenti patogeni”, conferma l’ospedale, specializzato nel trattamento delle malattie infettive a elevato impatto, “Il ragazzo continua a essere sereno e di ottimo umore”.

“I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, casi confermati di infezione da nuovo coronavirus, continuano a essere ricoverati nella terapia intensiva del nostro Istituto”, si legge ancora nel bollettino medico, “Le loro condizioni cliniche sono in miglioramento. La prognosi resta invariata”. “Le condizioni di salute del cittadino proveniente dalla Cecchignola, caso confermato di infezione da nuovo coronavirus, sono ottime. Continua a essere ricoverato in osservazione”, aggiunge lo Spallanzani, “Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 68 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi, 59, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Dieci pazienti sono tutt’ora ricoverati”. “Tre sono casi confermati (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva ed il giovane proveniente dal sito della Cecchignola)”, prosegue l’Istituto romano, “Sei sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus in attesa di risultato. Un solo paziente rimane comunque ricoverato per altri motivi clinici”.

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