Coronavirus, calano i morti ma ma allerta sempre alta

Coronavirus, calano i morti ma ma allerta sempre alta
20 febbraio 2021

Nelle ultime 24 ore, sono 14.931 i nuovi casi di Covid registrati in Italia e 251 i decessi. È quanto emerge dall’odierno bollettino del ministero della Salute-Iss. Ieri i positivi erano stati 15.479 mentre i morti 353. Sono stati 306.78 i test (molecolari e antigenici) effettuati nelle ultime 24 ore contro i 297.128 di ieri. Il tasso di positività è del 4,8%, mentre ieri era stato del 5,2% (quindi c’è un calo dello 0,4% in 24 ore). Sono 2.063 le persone ricoverate in terapia intensiva in Italia per il Covid-19, con un aumento di 4 unità nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono stati 137. Nei reparti ordinari sono ricoverate ora 17.725 persone, in calo di 106 unità rispetto a ieri. La Regione con più casi giornalieri è la Lombardia, che si conferma in crescita (+3.019), seguita a distanza da Emilia-Romagna (+1.724), Campania (+1.677), Veneto (+1.244), Toscana (+953) e Lazio (+921). Il totale dei casi sale a 2.795.796.

Oggi viviamo un anno di pandemia. Tutto è iniziato: il 20 febbraio 2020 veniva identificato a Codogno il paziente uno Covid, il 38enne Mattia Maestri. Da allora tutto è cambiato e, a dodici mesi dall’inizio della pandemia, Andrea Crisanti contesta che “non abbiamo ancora imparato. Abbiamo pensato che con questo tipo di virus si potesse convivere – ha detto il virologo -. Forse siamo ancora in tempo a cambiare strategia che riduca al minimo i contatti”. A tal proposito, dopo gli ultimi cambi di colore delle Regioni decisi ieri, si discute sulle misure da adottare in primis per la scadenza del 25 febbraio sugli spostamenti e poi dal 5 marzo, quando scadrà anche il Dpcm 16 gennaio: si fa strada l’ipotesi di un’unica zona arancione nazionale (qui le regole) e, per fare il punto, è stata convocata da Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna, la conferenza delle Regioni questo pomeriggio.

Intanto, un report dell’Iss avverte che l’85% dei casi diagnosticati in Italia da inizio pandemia sono stati diagnosticati in 10 regioni: si tratta di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Campania, Piemonte, Lazio, Sicilia, Toscana, Puglia e Liguria. Otto regioni, invece, (Friuli-Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, PA Bolzano, Umbria, Sardegna, Calabria e PA Trento) hanno riportato tra 30.000 e 70.000 casi, mentre tre regioni/PA (Basilicata, Valle d’Aosta e Molise) hanno riportato meno di 15.000 casi ciascuna. Sempre oggi ricorre la prima giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, e il capo dello Stato ha rivolto un messaggio riconoscente a medici e infermieri che “fin dall’inizio della diffusione del virus” si sono dimostrati all’altezza di una minaccia di così vasta portata”, ha detto Sergio Mattarella.

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