Coronavirus, carceri in rivolta. Tre morti a Modena, agenti sequestrati a Pavia

Coronavirus, carceri in rivolta. Tre morti a Modena, agenti sequestrati a Pavia
9 marzo 2020
Si sono concluse quasi tutte le manifestazioni di protesta che hanno riguardato alcuni istituti penitenziari. Rientrate le manifestazioni alla Casa di Reclusione di Frosinone e Napoli Poggioreale – dove alla protesta dei detenuti si è aggiunta quella dei familiari all`esterno del carcere – e anche quella di Modena. Ma proprio nel penitenziario della città emiliana tre detenuti sono stati trovati morti: due decessi sarebbero riconducibili all’uso di stupefacenti, mentre il terzo carcerato è stato rinvenuto in stato cianotico, in circostanze ancora da accertare. Sono in corso indagini per ricostruire i dettagli della vicenda avvenuta in circostanze ancora tutte da chiarire. La rivolta, definita “molto violenta”, era scoppiata nel primo pomeriggio di ieri. Molti i detenuti coinvolti e i danni alla struttura.
 
Alla base della rivolta la protesta dei detenuti per questioni relative alla protezione dal Coronavirus e il fermo ai colloqui con i familiari. In tarda serata il personale della Polizia Penitenziaria è rientrato dentro la Casa Circondariale “Sant’Anna”. Per sedare la rivolta sono stati chiamati anche agenti liberi dal servizio. Il personale della casa circondariale, durante l’improvvisa rivolta, una ventina di persone tra poliziotti e sanitari, è uscito dal carcere. Nelle fasi più frenetiche della sommossa due agenti sono rimasti lievemente feriti. Inoltre a Modena sono stati trasferiti una settantina/ottantina di detenuti in altre carceri. Si tratta dei carcerati che erano riusciti a raggiungere il cortile, per tentare di evadere. Ne hanno dato notizia i responsabili del sindacato Sappe. Secondo il segretario del sindacato Giovanni Battista Durante: “Sembra che sia stato incendiato anche l’Ufficio Matricola dove sono custoditi i fascicoli dei detenuti”.
 
Le proteste nelle carceri italiane, sfociate in rivolta per le misure di prevenzione dal Covid-19, sono partite da Salerno per estendersi a Modena, Napoli, Frosinone. Interessate anche le case circondariali di Vercelli, Alessandria e Foggia. A Napoli hanno partecipato alla protesta anche i parenti dei detenuti. Anche Genova, nel carcere di Marassi, sono state inscenate proteste da parte dei detenuti per le limitazioni agli incontri con i familiari per fronteggiare l’emergenza Covid-19. I carcerati hanno iniziato a sbattere rumorosamente le stoviglie contro le sbarre delle loro celle e a urlare. Alcuni hanno dato fuoco alle lenzuola. L’allarme arriva sempre dal sindacato Sappe, per bocca del segretario regionale Michele Lorenzo, che spiega: “Il peggio potrebbe arrivare domani (oggi, ndr) quando i detenuti si ammasseranno per le scale per poter usufruire dell’ora d’aria. Quindi potrebbero inscenare proteste più violente”. A Pavia, nella Casa Circondariale di Torre del Gallo, durante la rivolta dei detenuti sono stati presi in ostaggio due agenti di Polizia Penitenziaria. I due agenti sarebbero anche stati picchiati violentemente.
 
I detenuti hanno rubato le chiavi delle celle agli agenti e hanno liberato decine di carcerati. I detenuti presenti nella Casa Circondariale di Pavia sono circa 400. Della sommossa ne ha dato notizia i sindacati Uilpa e Sappe che parlano di “devastazione” con i detenuti che si starebbero picchiando tra di loro. In arrivo da San Vittore ed Opera di Milano, secondo le stesse fonti, agenti di rinforzo. Il presidente dell’Associazione Antigone, Patrizio Gonnella, chiede un’inchiesta rapida sul decesso del detenuto a Modena evidenziando come vada: “Spiegato con calma ai detenuti cosa sta accadendo in riferimento alle limitazioni assunte per rispondere all’emergenza Coronavirus” e che vadano “Assunti tutti i provvedimenti necessari a ridurre la tensione”.
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