Coronavirus, discoteche chiuse e mascherine all’aperto nei locali

17 agosto 2020

Discoteche chiuse e mascherine obbligatorie all’aperto nei locali. E’ la decisione del Governo dopo una riunione in videoconferenza con le Regioni. In una ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza si legge che “è fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura sponanea e/o occasionale: sono sopese le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati all’aperto o al chiuso”.

Il provvedimento, sottolinea inoltre che “non sono ammesse deroghe con ordinanze regionali”. L’ordinanza “produce effetti dal 17 Agosto 2020 sino all`adozione di un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell`articolo 2, comma 1, del decretolegge 25 marzo 2020, n. 19, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, e comunque non oltre il 7 settembre 2020”. All’incontro con le Regioni hanno partecipato anche i ministri agli Affari regionali Francesco Boccia e allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Insomma, dopo gli aumenti dei casi degli ultimi giorni arriva il giro di vite dell’esecutivo che tuttavia prevede un sostegno economico alle attività costrette allo stop. La decisione del Conte 2 è arrivata dopo il confronto in videoconferenza, durato oltre due ore, tra i ministri Francesco Boccia, Roberto Speranza e Stefano Patuanelli ed i presidenti delle Regioni. “I numeri del contagio in Italia, anche se tra i più bassi in Europa, sono in crescita – afferma Speranza -. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti nei mesi passati. La nostra priorità deve essere riaprire le scuole a settembre in piena sicurezza”. Intanto, il Codacons presenterà una formale denuncia contro il governo Conte e i presidenti delle Regioni per concorso in epidemia colposa e attentato alla salute pubblica, in relazione alla mancata chiusura delle discoteche.

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“Chiudere ora le discoteche quando tra luglio e agosto sono state organizzate centinaia di serate in tutta Italia vuol dire chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati”, sostiene il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. I gestori, dal canto loro, sono sul piede di guerra in quanto col nuovo stop alle discoteche “sono a rischio quattro miliardi di euro”, il fatturato annuale di questi esercizi in Italia secondo i sindacati di categoria. “Prendiamo atto del provvedimento, basato su un aumento dei contagi ma non ci sentiamo responsabili – afferma Maurizio Pasca, presidente di Silb Fipe – Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da ballo e di spettacolo -. Le nostre attività hanno lavorato al pari di altri settori della società: la gente vive a contatto e spesso si assembra in ogni dove da due mesi a questa parte. In spiaggia, al bar, per strada, ovunque. Nonostante ciò tutte le attività restano aperte. La discoteca è un grandioso capro espiatorio”. 

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