Coronavirus, meno di 60mila gli attualmente positivi

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22 maggio 2020

La fase acuta del coronavirus – speriamo per sempre – è passata. Il 26 marzo, della circa 60mila persone malate, il 5,8% era ricoverato in terapia intensiva, il 39,9 era ricoverato con sintomi e il 54% era in isolamento domiciliare. E oggi i primi due valori sono scesi notevolmente e sono, rispettivamente, intorno all’1 e al 15%. Ovviamente molto più alta è invece la percentuale di chi è a casa: l’84% circa. Intanto, i dati dell’odierno bollettino della Protezione Civile riportano un continuo calo delle persone ricoverate. In terapia intensiva si trovano oggi 595 persone, 45 meno di ieri. Sono ancora ricoverate con sintomi 8957 persone, 312 meno di ieri. In isolamento domiciliare 49770 persone (-1281 rispetto a ieri). Nelle ultime ventiquattr’ore sono morte 130 persone (ieri le vittime erano state 156), arrivando a un totale di decessi 32616.

I guariti raggiungono quota 136720, per un aumento in 24 ore di 2160 unità (ieri erano state dichiarate guarite 2278 persone). Il calo dei malati (ovvero le persone attualmente positive) è stato pari a 1638 unità (ieri erano stati 1792) mentre i nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 ore sono stati 652 (ieri 642). Questi due dati vanno sempre analizzati considerando il fatto che sono strettamente collegati al numero di tamponi fatti. Oggi sono stati fatti 75380 tamponi (ieri 71679). Il rapporto tra tamponi fatti e casi individuati è di 1 malato ogni 115,6 tamponi fatti, il 0,9%. Negli ultimi giorni questo valore è stato in media del 1,1%. Dei 652 tamponi positivi rilevati oggi, la maggior parte sono in Lombardia, con 293 nuovi positivi (il 44,9% dei nuovi contagi). Tra le altre regioni più colpite dal coronavirus, l’incremento di casi è di 87 casi in Piemonte, 53 in Emilia Romagna, di 21 in Veneto, di 35 in Toscana, di 45 in Liguria e di 31 nel Lazio. Il numero totale di persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia è 228658.

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CURVA PANDEMICA ANCORA IN CALO

“Segnale molto positivo”, perchè in tutte le regioni i casi di Covid-19 sono in decremento, anche in Lombardia. Così il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa settimanale all’Iss sull’andamento dell’epidemia. Cresce anche il numero dei tamponi effettuati e “registriamo molti casi di asintomatici”, dice. C’è una grande oscillazione dell’indice Rt di contagio sul territorio. Ma Rt non è una pagella – spiega Brusaferro – ma uno strumento dinamico che ci aiuta a capire cosa succede e va letto con altri dati. Il livello di ripartenza è comunque diverso da regione a regione. L’Italia è a più velocità insomma, ma non abbiamo segnali di sovraccarico dei servizi ospedalieri, sia per quanto riguarda le terapia intensive sia per quanto riguarda i reparti. L’obiettivo è evitare la ripresa di curve epidemiche sapendo che ci potranno essere degli episodi di ricrescita dei casi nei territori”.

Ma Brusaferro fa anche notare: oggi il virus ancora circola, anche se in calo, ecco perché non possiamo permetterci di allentare le misure. E si dispiace se siano stati interpretati i dati come un giudizio su qualcuno. “Questa è la Lombardia: come vedete la Lombardia ha un netto trend in calo. Il che segnala che sebbene sia la regione ancora colpita, e parliamo di migliaia di casi, però come vedete c’è un decremento dei numeri. Questo è un segnale molto positivo anche dello sforzo che la regione sta facendo contro la diffusione”. Dobbiamo stare attenti con i comportamenti. La prossima settimana arriveranno dei dati che ci faranno capire meglio come è andata da quando è finito il lockdown.

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