Caos regole anti-Covid, neanche il saluto col gomito va più bene

Caos regole anti-Covid, neanche il saluto col gomito va più bene
Giuseppe Conte
15 settembre 2020

Niente più saluto col gomito. Cade così una delle poche certezze anti-Covid. Lo mette nero su bianco l’Organizzazione mondiale della salute, attraverso un tweet del suo direttore. In pratica, per Tedros Adhanom Ghebreyesus, l’abitudine di salutare col gomito, oramai consolidata in tutto il mondo da mesi, è in contrasto con “le disposizioni comportamentali del governo che raccomandano, invece, l’impiego del gomito al fine di ostacolare l’irrorazione delle particelle di mucosa”. Infatti, com’è noto, dai Governi (anche quello italiano) era arrivata l’indicazione di starnutire o tossire nella parte interna del gomito, per cui salutarsi toccandosi con questa articolazione sarebbe “un uso parallelo e promiscuo dell’articolazione cubitale che potrebbe costituire fonte di rischio e causa di contagio, in quanto non igienico né sicuro”. Tradotto: i governi indicano di starnutire sul gomito e allo stesso tempo di salutare col gomito. Un caos planetario che però, a dire il vero, è alimentato alcune volte dallo stesso Oms attraverso una serie di dietrofront fatti in in questi dieci mesi di pandemia. E non sono stati pochi.

Ma soprattutto sono sconfortanti se si pensa che arrivano da un’organizzazione internazionale, nata settantadue anni fa, e che si occupa di salute all’interno del sistema delle Nazioni Unite, essendo impegnata, tra l’altro, a fornire una guida sulle questioni sanitarie globali. Guide annunciate e a volte cambiate in corso d’opera. Come l’ultima del 21 agosto, quando per l’organismo di Ginevra, la mascherina non va più usata da tutti ma dai bambini dai 12 anni in su, come per gli adulti “soprattutto quando non possono garantire una distanza di almeno un metro da altri e se la trasmissione è generalizzata nella zona interessata”. O come la linea guida del 6 aprile, quando il Coronavirus era ormai conclamato, in cui l’Oms affermava che le mascherine erano essenziali soltanto per malati e personale sanitario ma “capaci di diffondere un falso senso di sicurezza nelle persone sane” e quindi quasi da sconsigliare. In altre parole, “non ci sono sufficienti prove scientifiche del fatto che le mascherine aiutino ad evitare l’infezione”. E questo quando più o meno sei settimane prima, il consigliere dell’Oms Walter Ricciardi, sentenziava che le mascherine “per i sani non servono a niente”. Parole a volontà si potrebbe dire, perché il 6 giugno, gli stessi esperti internazionali fecero dietrofront: “Le mascherine da sole non bastano, ma servono a proteggere sé stessi e gli altri”.

Quindi vanno certamente indossate nei luoghi pubblici “perché forniscono una barriera per le goccioline potenzialmente infettive”. Certo è che da oggi, verrà posto un freno alle foto di rito di politici di tutto il mondo, eternamente sorridenti e pronti a mostrare con fierezza il proprio gomito ai flash dei fotografi e alle telecamere. Il tutto in barba alle raccomandazioni dell’Oms. Infatti, va ricordato che lo stesso Tedros Adhanom Ghebreyesus, lo scorso marzo lanciava un monito con cui evidenziava che il saluto con il gomito è pericoloso. E ora s’è reso necessario ribadirlo, vista l’impennata di casi che si stanno registrando in sempre più Paesi. Si pensa, quindi, che il nostro premier per primo, Giuseppe Conte, osserverà le raccomandazioni dell’Oms, anch’egli sempre sorridente davanti a flash e telecamere quando aziona il gomito. Quindi, l’alzare il gomito, fino a ieri sicurezza per la salute, d’ora in poi, tornerà ad essere solo una buona pratica da osteria. E meglio infatti salutare con la mano sul cuore come ha scritto l’economista Diana Ortega, in un messaggio ritwittato dallo stesso direttore dell’Oms: “Salutando le persone, è meglio evitare di toccarsi con i gomiti perché questo ti fa stare a meno di un metro di distanza dall’altro. A me piace mettermi una mano sul cuore per salutare le persone in questi giorni”.

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