Coronavirus, reale epidemia o macchinazione?

Coronavirus, reale epidemia o macchinazione?
27 febbraio 2020

In molti si chiedono, da più di un mese, se il Coronavirus sia stato causato, come sostengono alcune fonti cinesi, da un animale, oppure tale virus sia stato prodotto in laboratorio, e, se è così, per quale motivo. Un mio caro professore di economia sosteneva che ogni cinquantanni è necessaria una guerra per decimare la popolazione mondiale, in quanto la sua crescita eccessiva crea povertà e la vita economica si imbatte in grandi difficoltà che ostacolano il suo sviluppo.
La ricostruzione delle città, in seguito allo scoppio di una guerra, e la conseguente diminuzione della popolazione globale, a causa delle morti che la guerra causa, fanno ripartire l’economia. Di tanto in tanto, nel corso della storia, l’adozione di un piano Marshall viene ritenuto necessario.

Si parte dal presupposto che siamo in troppi nel mondo e che tante sono le problematiche per riuscire a contenere una popolazione sempre più in crescita, considerato che ognuno, visto il benessere galoppante, vuole raggiungerlo a tutti i costi. Migrazioni di popoli, inquinamento globale, carestie, calamità, guerre di religione, fanno pensare che siamo in tanti e che stiamo impazzendo. Certo una guerra sarebbe devastante, considerato gli armamenti ed allora bisogna creare “di nascosto” un motivo per decimare la popolazione, senza ricorrere a strategie militari, suffragate dalla politica: ed ecco, allora, un virus letale, che si diffonda rapidamente e che possa decimare e sterminare intere popolazioni.

Dovrà essere un virus che difficilmente si debelli, anzi tale per cui si trovi la cura almeno dopo un anno, tempo necessario affinché il processo di sterminio si compia nel migliore dei modi. Una guerra silenziosa, per la quale il ricorso alle armi non è necessario e, soprattutto, non sono necessarie strategie militari sorrette fa fasulle diplomazie. Una volta decimata la popolazione mondiale ecco che l’economia riparte, magari ridisegnata dalle grandi potenze mondiali, le quali risvegliano i mercati che ritrovano linfa vitale nel processo di ricostruzione. Tutto a tavolino? Oggi come oggi, tutto è possibile. Per il momento, rimangono opinioni, pareri, ma le popolazioni sono davvero impazzite e con esso l’intero pianeta che inizia a dare segnali di cedimento. Intanto, a noi poveri esseri umani rimane come unica arma il sapone e qualche mascherina, con la speranza di non rientrare tra quelli, i quali da questo virus saranno sterminati.

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