Covid-19, in Israele intelligenza artificiale contro nuove ondate

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26 giugno 2020

Telecamere termiche per monitorare folle di persone e algoritmi che scansionano vaste banche dati mediche in cerca di indicatori, in tempo reale, di possibili nuovi focolai di infezione. Israele ricorre alla tecnologia e in particolare si affida a startup locali nella speranza di arginare nuove ondate di coronavirus. Fino a poco tempo fa nel Paese si contavano meno di 20.000 infezioni e circa 300 morti su una popolazione di nove milioni, ma con l’allentamento delle misure d’isolamento le cifre sono salite e anche il governo ha sollecitato “soluzioni digitali”. Bisogna cercare un compromesso per una nuova “normalità”, tra economia che riparte e prevenzione. Come sostiene Ran Balicer, responsabile dell’innovazione presso Clalit, il più grande fornitore di servizi sanitari di Israele.

All’inizio della pandemia, i suoi team hanno lavorato con la startup “Diagnostic Robotics” e il Ministero della Salute per redigere un questionario a cui le persone sarebbero state invitate a rispondere sui loro smartphone se avessero sviluppato sintomi legati al Covid-19. L’algoritmo poi elabora i dati su questi sintomi per stabilire la probabilità di contagio di una persona e confronta queste informazioni con quelle di “milioni di altri”. Se il sistema identifica un numero crescente di casi sintomatici, viene inviato un avviso al vicedirettore del Ministero della Salute che approva una serie di test per l’area in cui si trovano i potenziali contagiati. Questo consente così di stanziare rapidamente le risorse, dove servono. E di prendere decisioni sulla chiusura di un quartiere o una città come forma di prevenzione senza danneggiare l’intera economia del Paese.

Ma come si monitorano i probabili contagiati? Uri Bettesh spiega come funziona Datos Health, startup che ha fondato. “Devi misurare i tuoi segni vitali come la temperatura, la saturazione e, a volte, la pressione sanguigna, poi si devono riferire i sintomi. Tutti questi dati vanno nel nostro cloud, facciamo analisi e forniamo ai team di assistenza una dashboard con tutti i pazienti ordinati per sintomi gravi, così chi fornisce assistenza può gestire i pazienti per priorità. Ad esempio, prima di Datos, i pazienti ricevevano due chiamate al giorno, indipendentemente dalle loro condizioni, con la nostra soluzione, si chiamano solo i pazienti che hanno bisogno dell’assistenza di un medico, e se servono cure mandiamo anche video e diamo la possibilità di parlare con i sanitari in videochiamata. Numeri telefonici di emergenza, sms, c’è tutta una serie di possibilità di comunicazione sulla nostra piattaforma”.

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