Covid-19, Sileri, a breve modifiche al bollettino

Covid-19, Sileri, a breve modifiche al bollettino
17 gennaio 2022

Crescono a ritmo crescente i nuovi contagiati da Covid-19 in Italia. Oggi sono stati superati i 2,5 milioni di attualmente positivi. Numeri che danno il senso della velocità con cui viaggia la variante Omicron. Intanto, l’odierno bollettino del ministero della Salute, segna 149.512 nuovi casi di positività al Covid 19 registrati nelle ultime 24 ore in Italia, meno dei 180.426 di ieri. In totale, i casi individuati nel Paese da febbraio 2020 a oggi ammontano a 8.706.915. Sono invece morte 248 persone nelle ultime 24 ore contro 308 di ieri. Complessivamente, da quando è scoppiata la pandemia, in Italia i decessi sono stati 141.104. 

Sul fronte ospedaliero, aumentano ancora le terapie intensive (+14) e i ricoveri ordinari (+349). A fronte di quasi un milione di tamponi effettuati, il tasso di positività sale al 16,1%. Ricoverati con sintomi meno gravi, negli ospedali, ci sono 18.719 pazienti (ieri erano 18.370). Sono sottoposti a cure intensive 1.691 persone (ieri erano 1.677). Nelle ultime 24 ore, si sono resi necessari 128 nuovi ingressi in rianimazione, cifra più bassa di quella del giorno precedente, pari a 141. I dimessi e i guariti sono invece 6.016.954, con un incremento di 79.207 rispetto a ieri.

Secondo Pierpaolo Sileri, entro due settimane sarà possibile modificare il bollettino Covid. “Sono d’accordo sulla necessità della revisione – afferma il sottosegretario alla Salute – con una distinzione tra coloro che sono positivi al virus e i malati. Questo ce lo consente la variante che circola oggi”. Sileri spiega che “oggi circolano due varianti, Delta e Omicron. E’ la Delta dà i problemi maggiori. La maggioranza di coloro che sono in intensiva sono infatti in gran parte infettati dalla Delta e non vaccinati. Vanno in intensiva anche infettati da Omicron, ma è meno probabile”.

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La diffusione di una variante meno virulenta consentirà “presto” anche un “alleggerimento” delle regole, aggiunge Sileri, soprattutto per la gestione degli ospedali, “da un lato recuperando spazi di relazioni umane tra i pazienti ed i loro parenti, dall’altro riprendendo a dare la giusta attenzione a tutte le patologie che l’emergenza Covid ci ha costretto a mettere in secondo piano. È un altro di quei passaggi che dovranno segnare il transito dalla pandemia all’endemia, dall’emergenza alla convivenza con il virus”. Questo non vuol dire che Omicron sia un’influenza. “E’ più simile all’influenza per chi è vaccinato, perché è più protetto”.

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