Cracolici (Pd), dopo vicenda Zambuto serve norma su ricandidatura sindaci.

7 novembre 2014

“La vicenda accaduta a Marco Zambuto ad Agrigento impone una riflessione: serve una modifica della legge regionale che disciplina i casi di ricandidatura dei sindaci, presentero’ un disegno di legge all’Ars che permetta la ricandidatura anche in caso di dimissioni volontarie prima della meta’ del secondo mandato”. Lo ha detto il deputato regionale siciliano del Pd Antonello Cracolici, commentando l’assoluzione in appello dell’ex sindaco di Agrigento Marco Zambuto dall’accusa di abuso d’ufficio. “In base alle legge Severino – ha proseguito il presidente della commissione Affari istituzionali all’Ars – Zambuto dopo una condanna a due mesi in primo grado per abuso d’ufficio sarebbe stato sospeso dalla carica di sindaco per 18 mesi. Per rispetto alla sua citta’, Zambuto ha scelto di dimettersi ma oggi, nonostante sia arrivata l’assoluzione in appello, e’ nella paradossale condizione di non potersi ricandidare”.

La legge regionale 7 del 2012 (articolo 10) stabilisce infatti che “e’ consentito un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie”. “Bisogna porre rimedio a questo effetto ‘distorto’ della legge Severino – ha concluso Cracolici – presentero’ un ddl all’Ars che, abrogando la disposizione che esclude la ricandidatura per i sindaci che si sono dimessi volontariamente prima della meta’ del mandato, permetta loro di potersi ricandidare e proseguire l’impegno assunto con la citta’. Se la norma sara’ approvata in tempi brevi, potra’ avere effetti gia’ alla tornata elettorale della prossima primavera”.

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