Crisi, da Ue risposte ancora insufficienti

29 maggio 2014

Accolto da un applauso ha parlato di europee, di riforme, di Alitalia e di Ilva. Matteo Renzi arriva alla direzione del Pd, sicuro di sé e delle prossime mosse e alla sua platea chiede di non fare festa e di concentrasi invece su un’analisi del voto per capire come comportarsi e andare avanti. “La straordinaria ampiezza del risultato – dice –  ci porta a dire che questo non è un voto solo per il Pd o per il segretario del Pd o per il premier. Va ben oltre le nostre legittime ambizioni. È un voto dagli italiani per l’Italia. “Siamo il primo partito in Europa – sottolinea il premier – il più votato in Europa”. Guarda al futuro e spera nel cambiamento. “Oggi ci rimettiamo in cammino, smaltita la vertigine del 40,8%, per riuscire a dare un messaggio forte di cambiamento all’Europa. L’Europa può cambiare e se non cambia è un problema. Ma se non lo fa il primo partito in Europa, non lo fa nessuno”. Poi annuncia: “Con questo voto dobbiamo cambiare il nostro Paese in modo forte e deciso e cambiare l’Europa. Il Pd è chiamato ad essere il partito della nazione e della speranza: l’Europa cambia perché l’alternativa è l’Europa che non si salva”.

NESSUN RINVIO DELLE RIFORME “Il tempo delle riforme è questo” dice Renzi alla direzione del Pd. “L’Italia – spiega ha bisogno riforme adesso, altrimenti non è credibile in Europa. Mi auguro che la riforma del Senato e del Titolo V riprendano rapidamente”. Il lavoro è la madre di tutte le battaglie. Faremo – ha aggiunto – un passo avanti sul ddl delega. Su questo tema saremo giudicati più che dai mercati internazionali, da potenziali investitori. Mai come ora c’è uno sguardo di attenzione verso l’Italia”.

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AFFONDO A GRILLO Non lo cita ma l’attacco al Movimento Cinque Stelle è chiaro. “Mi ha colpito un fatto – dice Renzi – in streaming si fanno i dibattiti, a trovare i populisti inglesi si va di nascosto”.

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