Crisi di governo, Conte gioca d’azzardo. Oggi il premier alla Camera domani al Senato

Crisi di governo, Conte gioca d’azzardo. Oggi il premier alla Camera domani al Senato
Antonio Conte
18 gennaio 2021

Oggi e domani, martedì, Giuseppe Conte andrà alla Camera e al Senato a chiedere la fiducia in un clima d’incertezza sul suo futuro: alle 12 terrà a Montecitorio le “comunicazioni sulla situazione politica in atto”. Avrà o non avrà i numeri per andare avanti (la maggioranza assoluta alla Camera è di 315 deputati e non 316)? Troverà appoggi, soprattutto al Senato, per dire che ha politicamente il sostegno delle Camere? Per tutta la giornata di ieri si sono svolte riunioni delle varie forze politiche. Una strategia rischiosa, quella scelta dal premier, da giocatori d’azzardo. Al Senato l’obiettivo è arrivare a 158 voti favorevoli, così da dimostrare “che Iv non è determinante e anche se avesse votato contro non sarebbe cambiato nulla”. Ma soprattutto la speranza è che il partito renziano si spacchi e che, come già ha fatto Vito De Filippo, altri abbandonino la scialuppa renziana per tornare al Pd.

E che i centristi, che hanno sbattuto la porta, possano tornare a vacillare. Oltre a qualche assenza nelle file di Fi, salvifiche per abbassare il quorum. E’ questa, al momento, la strategia su cui puntano Conte e i suoi fedelissimi, certi che nessuno, in realtà, sia desideroso di tornare al voto. Ma il rischio non è solo tra gli scranni del Senato. La paura nel governo di non avere a favore una maggioranza ampia cresce anche alla Camera dove la quota politica da raggiungere è 316 sì. “I 38 renziani venuti meno sono tantissimi”, nessuno lo nega nelle chat grilline. Basti pensare che il 9 settembre 2019 il governo Conte II nacque con 343 voti favorevoli, 263 contrari e 3 astenuti alla Camera. Se ai 343 si sottraggono i 38 deputati di Italia Viva si arriva a 305. E se è vero che alcuni parlamentari renziani, come ha fatto oggi Michela Rostan, hanno deciso di votare comunque la fiducia all’esecutivo è anche vero che, per usare le parole di un pentastellato, “davanti a questi numeri risicati non ci si può ammalare. Qui c’è il rischio che il governo cada per un raffreddore. E faccio presente che siamo in pandemia”. “L’osso del collo lo sta rischiando l’Italia, non lo sto rischiando io”, continua a ribadire invece Matteo Renzi, leader di Iv.

Quello che sta accadendo “non è lo scontro tra due ego, se martedì dovessero andar male le cose io continuerò a stare al posto mio”. La crisi “ora, in piena pandemia, perché è ora che si gioca il futuro dell’Italia dei prossimi 20 anni, l’occasione di spendere quasi 300 miliardi e ora o mai più. A me sta a cuore spendere bene i soldi ora perché i debiti graveranno sui nostri figli, sui nostri nipoti” conclude Renzi. “In questo anno e mezzo di governo insieme, ci siamo trovati tante volte in situazione di distanza anche con altre forze politiche della coalizione, ma, con lealtà e correttezza, abbiamo reciprocamente lavorato per trovare una sintesi nell’interesse del Paese. E così facendo, abbiamo raggiunto risultati importanti. Nonostante questo, Matteo Renzi ha fatto una scelta molto grave che ha separato definitivamente le nostre strade”. Lo scrivono in un post su Fb Vito Crimi, Alfonso Bonafede e i capigruppo M5S di Camera e Senato ribadendo che “i gruppi parlamentari, i membri di governo saranno tutti al fianco di Conte”. La maggioranza ci sarà, se assoluta o relativa lo diranno i numeri” afferma Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali. “Renzi ha chiuso – ha precisato poi – sbagliando modi e tempi, e penso che quel discorso sia chiuso”.

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“I parlamentari di Italia Viva – aggiunge Boccia – sono stati eletti con il Pd, spero vogliano rispettare la volontà di quell’elettorato, sennò si prendono seggi di quella comunità e si vota contro la sua volontà. Faccio appello a tutti gli eletti del Pd di votare con il Pd. La maggioranza ci sarà, se è relativa o meno lo diranno i numeri. Può accadere che di fronte alle proposte che farà Conte non solo gli eletti con il Pd ma tutti possano condividere un’altra visione di società, una prospettiva europeista”. Italia viva, intanto, ribadisce la sua posizione di apertura: “Se Conte pensa di aver fatto tutto bene, andasse avanti – dice il renziano Ettore Rosato – se pensa che ci sono sue responsabilità che è pronto a mettere sul tavolo in una riunione con le forze politiche per la soluzione la crisi si risolve in due ore. Ma non succederà….”.

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