Crisi di governo, il centrodestra rilancia: Conte senza numeri, noi pronti

Crisi di governo, il centrodestra rilancia: Conte senza numeri, noi pronti
Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani
16 gennaio 2021

“Pronti a governare, i numeri li abbiamo, lavoriamo a squadra e programma”. Nella partita di poker che precede i voti in Parlamento di lunedì e martedì, anche il centrodestra gioca le sue carte. E al termine dell’ennesimo vertice – stavolta a Milano – non si limita a mostrare compattezza nella tenuta dei suoi gruppi parlamentari, compresi i centristi, ma rilancia e offre a tutti i parlamentari preoccupati per il voto anticipato una prospettiva di prosieguo della legislatura. Assicurando che già in molti ci starebbero pensando. “Sono tra i 4 gli 8”, dice il vice presidente di Fi Antonio Tajani.

Ovviamente la verità la si saprà solo in Aula, ma intanto il centrodestra si mostra “compatto e unito”, intento a “costruire una alternativa alla sinistra forte e capace di affrontare le difficili sfide che l’Italia si trova davanti”, dicono in una nota congiunta i partecipanti al vertice di oggi: Salvini, Tajani, La Russa, Lupi e Toti in presenza; Meloni, Berlusconi e Cesa in video collegamento. Vertice che si rinnoverà anche domani, stavolta esclusivamente via Zoom. E Matteo Salvini offre la sua alternativa al “disagio” che – dice lo stesso segretario leghista – “c’è nel M5s e nello stesso Pd” per un premier “a caccia di senatori: sono disgustato”. Se l’operazione “costruttori” non riuscisse, dunque, la “via maestra” resta quella delle elezioni, ma “se uno mi chiedesse se il centrodestra è pronto a prendere per mano questo paese, ha gli uomini, le donne, le idee, i progetti, la risposta è sì. Se ci chiamassero a dimostrarlo noi domani saremmo pronti”.

Prospettiva che non entusiasma Fratelli d’Italia, da sempre convinti che il voto sia preferibile, e tuttavia “se Mattarella ci chiedesse la disponibilità ad appoggiare un governo di centrodestra, ovviamente la risposta non potrebbe essere che positiva”, dicono. Per Forza Italia invece “le elezioni sono l’ultima delle ipotesi possibili”, spiega Tajani, mentre “un governo di centrodestra sarebbe una possibilità perché secondo noi ci sarebbero anche i numeri”. Perché si arrivi a questi scenari, però, occorre che Conte non ottenga i numeri: “Sono spaventatissimi, al momento i voti non li hanno”, giurano tutti i partecipanti al vertice nella sede della Lega a via Bellerio. Perché “noi teniamo, compresi tutti i centristi”, rivendicano. E la strategia della convocazione “permanente” del vertice per tenere compatta la coalizione proseguirà anche domani, stavolta via Zoom. Ma non solo.

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È Ignazio La Russa a spostare l’asticella per Conte ancora più in alto: “Se non avessero i 161 al Senato o i 316 alla Camera, io credo che il presidente della Repubblica si porrebbe il problema che un governo possa governare in questa situazione”, dice al termine del vertice. Uno scenario possibile, in caso di astensione di Italia Viva. E su cui insiste anche Maurizio Lupi, anche lui presente al vertice: “Vedremo se al Senato, ma anche alla Camera, il governo Conte ha la maggioranza che supera la maggioranza assoluta, cosa che altrettanto sarebbe un segnale politico importante”. Ultimo scenario possibile, in caso di fallimento di Conte, quello del governo istituzionale. Auspicato da diversi esponenti di Fi, anche la Lega potrebbe accettarlo. Chi continua a dire no è Fratelli d’Italia: “Noi non ci staremmo. Ma se Lega e Fi lo appoggiassero, non romperemmo la coalizione, come non l’abbiamo rotta quando Salvini ha deciso di governare con i Cinque Stelle. E se proponesse misure utili per il Paese e per gli italiani, le voteremmo”.

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