Economia

Crisi pandemica, il Giappone approva una manovra da quasi 840 miliardi di euro

Il governo giapponese ha approvato oggi la più imponente bozza di bilancio della sua storia, prevedendo per l’anno fiscale 2021 una manovra da 106mila miliardi e 610 milioni di yen (838,3 miliardi di euro). Si tratta di una manovra ampiamente espansiva, per affrontare la crisi pandemica dal un lato, ma anche la perdita di competitività di una società che si trova di fronte a sfide strutturali, la più importante delle quali è la profonda crisi demografica dovuta all’invecchiamento della popolazione. E’ il terzo anno consecutivo che Tokyo – terza economia del mondo in termini di Pil, se non si considera l’Unione europea come un unicum – mette in cantiere finanziarie che superano i 100mila miliardi di yen. Quest’anno, poi, a consuntivo il bilancio avrà ampiamente sforato la manovra da 102mila miliardi e 660 milioni che era stata preventivata lo scorso anno perché l’anno fiscale (che in Giappone comincia ad aprile) è caduto nella sua pienezza nella crisi provocata da Covid-19.

Questo fatto avrà chiaramente come risultato un ulteriore approfondimento del debito pubblico, che è già oggi ampiamente il più pesante tra i paesi del G7, anche se ha la caratteristica di essere in grandissima parte in mani giapponesi e quindi tenuto in piedi da una sua intrinseca stabilità. Questo primo bilancio dell’era di Yoshihide Suga come primo ministro, sarà finanziato per il 40,9 per cento da debito, cioè dall’emissione dei bond, rispetto al 31,7 per cento dell’anno in corso. Ma ci sono già segnali che la quota potrebbe crescere se Suga decidesse di assumere ulteriori misure contro la crisi pandemica per sostenere le famiglie e le imprese. Il costo del debito previsto è di 23mila miliardi e 760 milioni di yen (circa 182 miliardi di euro). La manovra verrà sottoposta alla Dieta, il parlamento nipponico, a partire dal mese di gennaio. Il sentiero è stretto e il governo pare consapevole di questo fatto. “La parte più difficile che dovremo affrontare è quella di creare un bilanciamento tra la necessità di prevenire ulteriori infezioni da Covid e rivitalizzare l’economia, ricreando una salute fiscale”, ha spiegato in una conferenza stampa il ministro delle finanze Taro Aso, dopo che il governo ha approvato il budget.

Aso ha inoltre ammesso che la dipendenza dall’emissione dei bond del bilancio è un problema e si è detto consapevole che questa è in salita, anche a causa della crisi pandemica, ma ha anche ricordato che è comunque meno importante di qualche anno fa: nel 2012 era al 47 per cento. Il debito pubblio giapponese ammontava alla fine dell’anno fiscale 2019 a 1.106.000 miliardi di yen (quasi 8800 miliardi di euro), cioè circa il doppio del suo Pil annuo. L’andamento prevede che arrivi a 1.201.000 miliardi di yen (circa 950 miliardi di euro) a fine anno fiscale 2020 e 1.209.000 miliardi di yen (956 miliardi di euro) a fine anno fiscale 2021. L’obiettivo di deficit per il 2021 è fissato a 20.360 miliardi di yen (161 miliardi di euro) per il 2021, con un incremento di 10.740 miliardi di yen (circa 85 miliardi di euro) rispetto all’obiettivo che era indicato nella manovra 2020, poi rivista alla luce della crisi pandemica.

Tra le voci di bilancio, il governo alloca 5mila miliardi di yen (quasi 40 miliardi di euro) come fondo di riserva in risposta alla crisi globale sanitaria a disposizione del governo, senza ulteriori autorizzazioni parlamentari. C’è inoltre un incremento della posta collocata sulla spesa sociale per affrontare l’invecchiamento della popolazione, che arriva a 35mila miliardi e 840 milioni di yen (276,8 miliardi di euro). Tra le misure di stimolo, è prevista una proroga di cinque mesi fino alla fine di giugno del programma Go To Travel, lanciato a luglio scorso per far ripartire il turismo, che è stato fortemente criticato perché rischia di incrementare la diffusione del coronavirus. askanews

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