Cristiano Ronaldo ha lasciato il ritiro del Portogallo a Copenaghen, interrompendo la permanenza con la Nazionale dopo aver saltato il terzo allenamento consecutivo. La decisione è arrivata dopo la conferenza stampa del nuovo commissario tecnico Jorge Jesus e una conversazione con il presidente della Federazione portoghese.
Ronaldo ha comunicato personalmente la scelta attraverso i social network. “Dopo la conferenza stampa dell’allenatore e dopo una conversazione con il presidente della Federazione, ho deciso di lasciare il ritiro della squadra nazionale”. Il capitano ha aggiunto che spiegherà “al momento giusto” le ragioni della sua decisione.
L’attaccante dell’Al-Nassr ha poi rivolto un messaggio ai compagni e alla Nazionale: “Ora è il momento di augurare buona fortuna al Portogallo e a tutti i miei compagni di squadra, senza eccezioni”. La Federazione ha confermato poco dopo la partenza, precisando che la preparazione proseguirà con gli altri 24 convocati.
La gestione concordata con il tecnico
La vicenda era maturata nei giorni successivi alla partita vinta dal Portogallo contro la Norvegia, gara nella quale Ronaldo era rimasto in panchina. Al termine dell’incontro il capitano non aveva partecipato ai festeggiamenti con la squadra e aveva poi svolto lavoro individuale, prima di saltare le successive sedute collettive.
Jorge Jesus aveva escluso pubblicamente l’esistenza di tensioni con il giocatore. Il tecnico aveva spiegato di avere concordato in anticipo con Ronaldo la gestione delle due successive partite contro Norvegia e Danimarca.
“Gli avevo detto che non avrebbe giocato né contro la Norvegia né contro la Danimarca. Non si è rifiutato di allenarsi. Ha fatto lavoro in palestra e oggi tornerà ad allenarsi”, aveva precisato Jesus in conferenza stampa.
Il commissario tecnico aveva quindi rivendicato la propria autonomia nelle decisioni tecniche. “Sono l’allenatore, ho detto al giocatore che non avrebbe giocato. Se avrò bisogno di te per 30 minuti giocherai, altrimenti no. Nessun giocatore mi farà mai cambiare idea. Né lui, né nessun altro nel mondo del calcio. Né alcun presidente”.
La panchina e il lavoro individuale
Jesus aveva riconosciuto che la panchina contro la Norvegia poteva aver lasciato insoddisfatto Ronaldo, senza però collegare quella circostanza a un contrasto con il giocatore. “Qualsiasi giocatore non sarebbe stato contento”, aveva dichiarato il tecnico.
Il passaggio dalla gestione concordata all’uscita dal ritiro modifica ora il quadro della vigilia. Ronaldo ha lasciato Copenaghen dopo la conferenza del ct e il colloquio con il presidente federale, ma non ha ancora illustrato pubblicamente le motivazioni concrete della decisione.
La Federazione portoghese ha mantenuto una comunicazione essenziale, limitandosi a confermare la partenza del capitano e a precisare che il lavoro della Nazionale continuerà con i 24 giocatori rimasti nel gruppo.
La spiegazione arriverà da Ronaldo
Il punto centrale resta quindi la ricostruzione fornita dallo stesso Ronaldo. Nel suo messaggio il giocatore ha rinviato a un momento successivo la spiegazione delle ragioni che lo hanno portato a lasciare il ritiro, evitando per ora di attribuire responsabilità al commissario tecnico o alla Federazione.
Il Portogallo dovrà intanto preparare la prossima partita senza il proprio capitano. La Nazionale tornerà in campo domenica 4 ottobre contro la Norvegia, mentre resta da chiarire se e come la vicenda inciderà sulla gestione del rapporto tra Ronaldo, Jesus e i vertici federali.

