Crocetta, prescrizione nel processo Montante: chiusa l’accusa di associazione a delinquere
L'ex governatore della Sicilia, Rosario Crocetta
Il Tribunale di Caltanissetta ha dichiarato prescritta l’imputazione di associazione per delinquere a carico dell’ex governatore della Sicilia Rosario Crocetta, nel processo Montante più 12. Una vicenda giudiziaria durata oltre sette anni tra indagini e dibattimento, che si chiude senza alcun chiarimento da parte dell’ex presidente della Regione, mai convocato durante le indagini preliminari.
La decisione arriva dopo un iter processuale controverso. A Crocetta veniva contestata la partecipazione a una struttura associativa composta da persone che, secondo la difesa, l’ex governatore non aveva mai conosciuto né tantomeno incontrato. “Si conclude in questo modo un procedimento protrattosi oltre sette anni tra indagini e dibattimento in cui veniva contestata a Crocetta la partecipazione a una struttura associativa composta anche da persone che l’ex presidente non aveva mai conosciuto e neppure incontrato per caso”, spiega l’avvocato Vincenzo Lo Re, difensore di Crocetta.
Il legale sottolinea un aspetto paradossale della vicenda: “Crocetta non è mai stato convocato in fase di indagine per chiarire le contestazioni, e dunque si è ritrovato dentro, e adesso fuori, da questo processo senza toccare palla, se mi è consentita l’espressione calcistica”. Una metafora che rende l’idea di un coinvolgimento giudiziario vissuto interamente dall’esterno, senza possibilità di fornire la propria versione dei fatti nella fase cruciale delle indagini.
L’associazione inesistente secondo la Cassazione per Montante
L’avvocato Lo Re aggiunge un elemento dirimente: “Occorre osservare che la Corte di Cassazione aveva già ritenuto inesistente l’associazione a delinquere capeggiata da Antonello Montante, nel primo troncone di questo procedimento definito con rito abbreviato”. Una pronuncia della Suprema Corte che ridimensiona l’intera impalcatura accusatoria su cui si reggeva il processo.
La vicenda Montante ha scosso la Sicilia e l’intero panorama politico-imprenditoriale dell’isola. L’ex presidente di Confindustria Sicilia era considerato un baluardo della legalità, salvo poi finire al centro di un’inchiesta che ha svelato un sistema di relazioni opache e pressioni su istituzioni e forze dell’ordine. Il caso Crocetta rappresenta uno degli sviluppi collaterali di questa complessa vicenda giudiziaria.
Sette anni di processo per un’accusa mai chiarita
La prescrizione chiude formalmente il capitolo giudiziario per l’ex governatore, ma lascia aperti interrogativi sul metodo investigativo. Come è possibile che un imputato attraversi l’intero percorso processuale senza mai essere ascoltato nella fase che più conta, quella delle indagini? La domanda resta sospesa, insieme alla sensazione di un procedimento che si è consumato senza mai arrivare al nocciolo delle questioni.
Rosario Crocetta, che ha guidato la Regione Siciliana dal 2012 al 2017, può tirare un sospiro di sollievo. Ma il prezzo pagato in termini di immagine e di stress giudiziario resta comunque alto, per un processo che si conclude con una dichiarazione di prescrizione anziché con un’assoluzione nel merito.
