Economia

Crollano le assunzioni stabili -37,6%. Cgil: “Quadro allarmante”. Poletti: “Direzione giusta”

Calano, nel 2016, i nuovi rapporti di lavoro nel settore privato, in particolare quelli a tempo indeterminato. Complessivamente le assunzioni, sempre riferite ai soli datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-dicembre 2016 sono risultate 5.804.000, con una riduzione di 464.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-7,4%). Nel complesso delle assunzioni sono comprese anche le assunzioni stagionali (565.000). Il rallentamento delle assunzioni ha riguardato principalmente i contratti a tempo indeterminato: -763.000, pari a -37,6% rispetto al 2015. Questa riduzione, secondo l’Inps che ha reso noti i dati, va collegata “al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell`abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni”.

LE CIFRE Analoghe considerazioni, per l’Inps, possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-35,4%). Per i contratti a tempo determinato, nel 2016, si sono registrate 3.737.000 assunzioni, in aumento sia sul 2015 (+8,0%), sia sul 2014 (+11%). Per i contratti in apprendistato si conferma il trend di crescita già rilevato anche negli aggiornamenti dei mesi precedenti. In particolare, rispetto al 2015, le assunzioni in apprendistato aumentano di 56.000 unità (+31%). I contratti stagionali registrano una riduzione del 5,6%. In relazione al 2015, le cessazioni nel complesso, comprensive anche dei rapporti di lavoro stagionale, risultano diminuite del 3,1%. La riduzione è più consistente per gli apprendisti (-11,0%) e per contratti a tempo indeterminato (-7%). Analizzando le cessazioni per tipologia, i licenziamenti complessivi relativi a rapporti di lavoro a tempo indeterminato, pari a 646.000, risultano in modesto aumento rispetto al 2015 (624.000) e in leggero calo rispetto al 2014 (671.000). In merito ai voucher, a gennaio 2017 le vendite hanno registrato 8,9 milioni (valore nominale di 10 euro) e si sono stabilizzate su livelli sostanzialmente analoghi a quelli di gennaio 2016 (8,5 milioni), con un modesto incremento del 3,9%.

SINDACATO I dati Inps sul mercato del lavoro mostrano “un quadro ancora allarmante”, sostiene la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti, secondo cui ci sono “ancora molte ombre sui dati elaborati dagli osservatori sulla cassa integrazione e sul precariato dell’Inps”. Per la cassa integrazione, spiega Scacchetti, è “preoccupante l’impennata di quella ordinaria (+174,7% su base annua) che, combinata alla contrazione delle altre misure di ammortizzatori sociali e in assenza di urgenti correttivi, rischia di essere il preludio della cessazione di ulteriori attività produttive ancora in crisi e, di conseguenza, dell’incremento dei licenziamenti”. “Il calo di cassa in deroga e cassa straordinaria – spiega la sindacalista – è di fatto determinato dalla restrizione degli ammortizzatori e nello specifico dalla soppressione di Cigd e mobilità a partire dal primo gennaio 2017”.

MINISTRO Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, i dati dell’Inps sull’andamento dell’occupazione nel 2016 “confermano che gli interventi di questi ultimi anni hanno determinato un miglioramento complessivo del mercato del lavoro. Prosegue la significativa riduzione del ricorso alla cassa integrazione, con un calo, registrato a gennaio, del 46,3% rispetto ad un anno prima, testimonianza che sono tornate al lavoro alcune centinaia di migliaia di persone”. I ogni caso, per il ministro, “il problema del lavoro nel nostro paese continua ad essere centrale, ma il miglioramento è strutturale e la direzione imboccata è quella giusta. Naturalmente il ritmo della crescita resta l`elemento essenziale per lo sviluppo dell`occupazione”.

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