Crollo viadotto imprevedibile, nuovo ponte in tre-quattro mesi

25 novembre 2019

La frana che ha causato il crollo del viadotto lungo l’autostrada Torino-Savona e’ da considerarsi un evento “imprevisto e imprevedibile”. E’ quanto sottolinea un comunicato dell’Autostrada dei Fiori (controllata dal gruppo Gavio) in cui si stimano in tre o massimo quattro mesi, “i tempi di realizzazione del nuovo ponte, a campata unica in modo tale da scavalcare completamente la zona oggetto della frana e quindi svincolarsi da eventuali futuri movimenti del fronte franoso una volta ottenute la disponibilita’ delle aree e tutte le autorizzazioni previste”.

Nel dettaglio, la societa’ specifica che l’evento franoso di ieri e’ stato “di significativa rilevanza in una zona classificata come a scarso rischio geologico e non di pertinenza della societa’ concessionaria”. L’evento, si osserva, “ha comportato il rilascio di una quantita’ di energia di gran lunga superiore a quella che avrebbe potuto essere assorbita dal ponte. Peraltro, lo stesso ha manifestato una elevata robustezza in quanto non ha propagato il danno al di la’ della zona direttamente impattata dall’evento. Il movimento franoso ha altresi’ parzialmente interessato l’altra carreggiata dell’autostrada posta circa 50 metri a valle, accumulando del detrito in corrispondenza della fondazione di una pila”. La concessionaria Autostrada dei Fiori, si conclude, ha gia’ avviato l’iter progettuale e costruttivo del nuovo ponte oggetto del crollo, attivandosi con sondaggi in situ, lo sviluppo delle attivita’ di ingegneria e l’affidamento delle opere.

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I Vigili del fuoco, frattanto, hanno dichiarato chiuse le ricerche relative al crollo del viadotto sulla Torino-Savona. “Non abbiamo trovato veicoli coinvolti nel crollo – spiegano – Sono stati effettuati sondaggi e carotaggi dell’impalcato tramite penetrazione e telecamere di ricerche. Tutte le zone di accumulo di fango sono state sondate. E’ stato ispezionato l’alveo a valle del crollo. Si e’ verificata l’integrita’ funzionale del metanodotto Snam. Sono stati impiegati allo scopo due team Usar Medium dei vigili del fuoco”. Proseguono invece le operazioni di ripristino di sicurezza dell’alveo, in vista del potenziale peggioramento meteo di domani.

Intanto “è stato aperto un procedimento ovviamente a carico di ignoti” ha detto il procuratore capo di Savona, Ubaldo Pelosi. “Abbiamo fatto alcuni sopralluoghi ma per chiarire meglio i fatti ci vorrà comunque tempo”, ha aggiunto, precisando che il viadotto lungo l’autostrada Torino-Savona crollato non era mai finito nel mirino della Procura. La procura di Savona, che indaga sul crollo del viadotto della A6 Madonna del Monte, ha avviato accertamenti anche sullo stato dei piloni del viadotto nel tratto tra Altare e Ferrania.

IL VIGILANTE EROE

Per ringraziarlo, il governatore della Liguria, Giovanni Toti, lo ha invitato nella sede della provincia di Savona dove è stato accolto con un lungo applauso. Daniele Cassol è il vigilante di 56 anni che domenica 25 novembre, subito dopo il crollo del viadotto dell’autostrada A6 Torino-Savona, è sceso dalla sua auto ed ha fermato gli altri veicoli che arrivavano, evitando una possibile strage. La sua testimonianza nelle immagini fornite dalla Regione Liguria. “Quando sono arrivato c’era già una macchina ferma che urlava di fermarci, poi io e un altro automobilista su una macchina bianca ci siamo fermati e l’istinto è stato quello di scendere e bloccare subito il traffico”, ha raccontato. “Una volta che c’erano già le prime macchine ferme, tra cui anche il pullman delle Fs – ha spiegato il vigilante – sono andato sull’orlo del viadotto per vedere se sotto c’era qualche macchina: se ci fosse stata, non avrei esitato a scendere giù. Poi sono riuscito a mettermi in contatto con le forze dell’ordine e gli ho detto quanto era accaduto”, ha concluso Casson.

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