Guido Crosetto
Dubai, sabato mattina. Mentre i turisti si trovavano in piscina e i residenti seguivano la routine del fine settimana, i missili iraniani hanno raggiunto gli Emirati Arabi Uniti. Lo spazio aereo è stato chiuso in poche ore, centinaia di italiani sono rimasti bloccati, e il ministro della Difesa Guido Crosetto – arrivato venerdì con un volo civile per prelevare la famiglia – si è trovato a condividere la stessa condizione di migliaia di comuni turisti. Quello che era un paradiso del lusso è diventato, nel giro di una mattinata, un obiettivo militare.
La notizia dell’attacco ha colto di sorpresa la comunità italiana negli Emirati, che conta residenti stabili e un flusso costante di vacanzieri. Ginevra Marmo, italiana che lavora ad Abu Dhabi e si trovava a Dubai nel momento dell’impatto su The Palm, ricostruisce la sequenza con precisione: “Abbiamo visto un caccia e poi sentito tre esplosioni. Stavamo in piscina, la gente ha iniziato a correre all’interno. Abbiamo avuto paura”. Si trovava all’hotel Sky Address quando l’onda d’urto ha interrotto la quiete del mattino. “Nessuno immaginava che l’Iran avrebbe colpito” aggiunge. La prima reazione istintiva è stata cercare informazioni sui canali social dell’ambasciata italiana, che raccomandava di restare al chiuso.
Il contesto è quello della rappresaglia iraniana all’operazione condotta da Israele e Stati Uniti. Dubai – con la sua architettura volutamente ostentata, il turismo internazionale di fascia alta, la neutralità geopolitica coltivata negli anni – non era mai stata considerata un obiettivo plausibile. L’attacco ha dunque prodotto un effetto di disorientamento che va oltre il dato militare: ha incrinato la percezione di invulnerabilità che costituisce parte integrante del modello emiratino.
La rapper Big Mama, raggiunta dai missili mentre il suo aereo era già in volo, ha descritto la situazione sui social con un tono che riflette lo stato d’animo collettivo: “Stiamo vivendo un vero incubo. Sono partita dall’aeroporto di Malè, il mio volo è stato dirottato nel deserto, nei pressi di Dubai. Noi continuiamo a sentire i missili sulla testa, io sono terrorizzata, siamo tantissime persone in questa situazione”. La dirottamento di voli civili in aree desertiche limitrofe ha aggiunto un ulteriore livello di disagio a una situazione già caotica.
Nicole Molinaro, 21 anni, di Roma, usa una formula che sintetizza l’esperienza di molti: “Stiamo vivendo una situazione surreale. Nessuno è preparato a vivere un’esperienza come questa in vacanza. Sono in preda all’angoscia”. La vacanza come spazio mentalmente separato dal rischio è un’aspettativa che l’attacco ha distrutto nel giro di minuti.
Il caso del ministro della Difesa ha assunto rapidamente una valenza simbolica che i partiti di opposizione non hanno lasciato decantare. Crosetto era arrivato venerdì a Dubai con un volo di linea – non un aereo di Stato – per accompagnare a casa i familiari. La chiusura dello spazio aereo lo ha fermato insieme a tutti gli altri. Il M5s ha colto l’occasione senza esitazioni: “È la riprova della marginalità del governo. La centralità dell’esecutivo a livello internazionale esiste solo nel fantastico mondo fatato di Meloni. La triste verità è che mai come ora l’Italia si trova in posizione di totale marginalità internazionale”.
La replica di Fratelli d’Italia è arrivata per voce del deputato Mauro Malaguti, con un tono che non lascia spazio all’ambiguità: “I parlamentari 5 Stelle, invece di auspicare il veloce rientro in Italia in sicurezza di Crosetto, come si dovrebbe sperare per qualunque cittadino e compatriota, ne approfittano per attaccare il governo inventandosi una sorta di marginalità internazionale, in perfetto stile pentastellato. Chapeau, d’altronde cosa ci si poteva aspettare da chi è abituato quotidianamente a mancare di rispetto agli altri anche negli interventi parlamentari”.
Lo scontro si consuma su un piano prevalentemente retorico, mentre la questione concreta – il rientro in sicurezza di migliaia di italiani – resta aperta. I voli commerciali sono sospesi senza una data certa di ripresa. Alcune compagnie hanno comunicato aggiornamenti parziali; la Farnesina ha invitato i connazionali a registrarsi presso i servizi consolari e a seguire le comunicazioni ufficiali.
Rosa D’Amico-Stones, residente negli Emirati da quarant’anni, offre una prospettiva che mescola familiarità con il contesto e stupore genuino: “Stiamo bene anche se abbiamo un po’ di paura. C’è uno strano silenzio per strada per essere a Dubai. Solitamente è piena di gente e macchine, ma molte persone hanno già fatto scorta stamattina di acqua e viveri e anche di benzina”. Quattro decenni di vita in una città abituata a costruire il proprio mito sull’assenza di conflitto. Il silenzio che descrive è più eloquente di qualsiasi analisi.