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Lettura: Crosetto torna sul caso Vannacci: “Non è una punizione”
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Crosetto torna sul caso Vannacci: “Non è una punizione”

Ultimo aggiornamento: 20 Agosto 2023 20:14
Gaetano Mineo
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Guido Crosetto
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Respinge al mittente chi lo taccia non garantista come anche chi lo accusa di non usare il pugno duro, sul caso Vannacci. Per Guido Crosetto, la strada maestra è inequivocabile: “Un militare è soggetto a regole chiare”. E replica, sottolineando che “troppe persone stanno rilasciando, a destra e a sinistra, commenti a ruota libera, senza conoscere i veri termini della questione”.

Contents
  • Egonu, donne e immigrati
  • Il generale non molla

Dunque, il ministro della Difesa tiene a chiarire il suo comportamento che in queste ultime quarantottore ha scatenato un polverone. “Mi limito a ricordare che non c’entra nulla tirare in ballo i concetti di ‘politicamente scorretto’ o di ‘politicamente corretto’, perché sono sempre stato, in tutta la mia vita personale, intellettuale e politica, ‘politicamente scorretto’”. Intanto, il generale Roberto Vannacci è stato sollevato dal comando e non è più a capo dell’Istituto geografico militare. Lo ha deciso lo Stato Maggiore dell’Esercito che ha nominato al suo posto il generale Massimo Panizzi. Tuttavia, Vannacci resta a disposizione del comando delle Forze Armate.

 

Egonu, donne e immigrati

 

Il generale ha pagato caro, in pratica, quelle affermazioni sui gay “non normali”, sulla campionessa di pelle nera Paola Egonu che “non rappresenta l’italianità” e altri giudizi choc su donne e immigrati contenute nel suo libro autoprodotto “Il mondo al contrario”. A Crosetto, invece, non vanno giù le accuse che sono fioccate bipartisan dal mondo della politica. E così tiene a sottolineare un “altro concetto che mi permetto di definire ‘l’istituzionalmente corretto’ e che nulla ha a che fare con le idee e le convinzioni delle persone, militari o meno”. Il ministro della Difesa vuole anche precisare “che nessuno, tanto meno il generale Vannacci, è stato ‘punito’ o sacrificato”. “Ho chiesto l’avvio, come da prassi, della verifica dei fatti. Il generale Vannacci potrà – sottolinea ancora Crosetto – nelle sedi opportune, esprimere le sue ragioni”. Insomma, “nessuna ‘punizione’ preventiva e nessun desiderio di ‘giustizialismo’, da parte del Dicastero o del Ministro, ma, come sempre, il rispetto delle regole che comporta anche il rispetto delle garanzie per tutti i militari”. Per il Pd è “giusta la destituzione” del generale anche se “un semplice trasferimento non è sufficiente” perché “la sua presenza ai vertici dell’Esercito continua a recare discredito e disonore alle Forze Armate”.

Mentre per il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, il generale addirittura “dovrebbe essere denunciato e radiato immediatamente dall`Esercito, così da sgombrare il campo da ogni dubbio”. Per dirla con Crosetto, “commenti a ruota libera”, in sostanza. Intervistato dal Corriere, per il Procuratore generale militare, Marco De Paolis, il ministro della Difesa ha fatto “benissimo” a sollecitare un’azione disciplinare e “a precisare che non ci sono processi sommari, ma indagini serie: le garanzie valgono per tutti”. “Se fossi ancora in primo grado, alla Procura militare, il libro lo leggerei – afferma -. Ci potrebbero essere profili di diffamazione per qualcuno. O per l’istituzione stessa. È ovvio che c’è un problema di immagine per le Forze Armate e l’Esercito che va valutato”.

 

Il generale non molla

 

In procura militare si monitora la situazione. Finora non c’è notizia sull’apertura di alcun fascicolo anche se sono molte le associazioni che si ritengono diffamate da quel libro e si riservano di presentare esposti. A poche ore dalla notizia della sua destituzione il generale risponde: “Ho ragione io e non mollo”, mentre il leader di Forza Nuova Roberto Fiore lo ha invitato a candidarsi nelle fila del suo partito per le elezioni suppletive di Monza. Poi sulle parole del ministro Crosetto ha commentato: “È il mio ministro, gli devo disciplina, qualsiasi cosa faccia. Poi parleremo nelle sedi competenti di quello che fa o farà”. Di certo, il caso Vannacci è tutt’altro che archiviato.

TAGGATO:esercitoGuido Crosetto
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