Salvatore Cuffaro
L’arresto di Salvatore Cuffaro ai domiciliari non chiude il cerchio: apre, anzi, uno scenario più ampio, fatto di affari paralleli, pressioni politiche e una rete di relazioni che torna al centro dell’attenzione della magistratura. Le carte depositate dalla Procura di Palermo delineano un quadro che va oltre la contestazione immediata e lambisce dinamiche di potere e interessi coltivati nel tempo.
Gli inquirenti puntano a ricostruire i rapporti, gli incontri e soprattutto il ruolo svolto dall’ex governatore in una serie di passaggi considerati “sensibili”: dalle interlocuzioni sulla sanità alle pressioni, dirette o indirette, su uffici regionali coinvolti in decisioni strategiche per la gestione delle risorse pubbliche. Un mosaico complesso, che secondo gli investigatori potrebbe rivelare un disegno più articolato di quanto emerso sinora.
Il deposito di nuovi atti il 27 novembre losco conferma che il fascicolo è tutt’altro che chiuso. Si tratta di documenti, informative e intercettazioni che il gip non ha potuto valutare nella fase cautelare perché non ancora nella disponibilità delle difese, segnale che l’indagine è in piena evoluzione. Tra questi figurano appunti e relazioni che gli investigatori ritengono significativi per ricostruire i flussi di denaro e la natura dei rapporti intrattenuti da Cuffaro negli ultimi mesi. I magistrati intendono inoltre verificare se esistano ulteriori canali di interlocuzione che possano aver influito su scelte amministrative o su dinamiche interne alla struttura regionale.
Uno dei filoni più delicati riguarda le presunte pressioni esercitate su alcuni dirigenti della Regione Siciliana. Dalle dichiarazioni raccolte e da alcune intercettazioni emergerebbero tentativi di orientare procedure e decisioni in settori strategici, con particolare attenzione alla sanità e alla formazione professionale. I magistrati intendono chiarire se tali sollecitazioni rientrino in un quadro di relazioni politiche consolidate o se rappresentino, invece, un tentativo di incidere operativamente sulle scelte tecniche degli uffici. Ci sono inoltre verifiche in corso su incontri avvenuti fuori dagli ambienti istituzionali, ritenuti da alcuni testimoni rilevanti per comprendere la portata delle interferenze contestate.
Un capitolo a parte riguarda il Cefpas, il centro di formazione sanitaria di Caltanissetta al centro, da anni, di tensioni politiche e amministrative. La recente proposta di “regionalizzazione”, ossia il trasferimento della governance piena alla Regione, ha riacceso interessi e rivalità. Secondo gli inquirenti, la gestione del Cefpas rappresenta un nodo strategico perché incrocia fondi europei, progetti di formazione e una struttura con ampi margini di spesa. Le nuove carte depositate includono atti e comunicazioni che potrebbero chiarire il ruolo giocato da Cuffaro nella vicenda, soprattutto nei passaggi preliminari alla definizione del nuovo assetto. La Procura intende valutare se vi siano state pressioni o tentativi di orientare la scelta dei vertici e delle strategie interne del centro.
Uno dei punti più controversi resta il denaro trovato in casa dell’ex governatore, che gli investigatori considerano un elemento centrale per comprendere la dinamica dei rapporti sotto esame. La cifra, giudicata importante e non pienamente giustificata nella disponibilità dell’indagato, è oggetto di verifiche bancarie e patrimoniali. Gli inquirenti vogliono accertare se quella somma sia collegabile ad attività lecite, a consulenze o incarichi politici, oppure se faccia parte di un circuito di finanziamento legato ad accordi non dichiarati. Parallelamente, si analizzano le movimentazioni e i flussi in entrata e uscita negli ultimi mesi, per ricostruire una mappa chiara delle disponibilità economiche.
La sensazione, negli ambienti giudiziari, è che l’indagine stia aprendo nuovi capitoli. Il materiale raccolto potrebbe infatti condurre ad ulteriori iscrizioni nel registro degli indagati o a nuove contestazioni. Il quadro delineato dalle carte suggerisce l’esistenza di una rete di interlocuzioni e interessi che va oltre la figura di Cuffaro e potrebbe coinvolgere altri attori, politici e non. La Procura procede con cautela, consapevole della delicatezza istituzionale del caso e della sua ricaduta pubblica. Ma il messaggio che filtra è chiaro: l’inchiesta è tutt’altro che conclusa, e i prossimi mesi potrebbero rivelare nuovi tasselli di una vicenda destinata a far discutere ancora a lungo.