Politica

Da Arcuri allo Sputnik, Salvini ancora pirotecnico a 360 gradi

La Sardegna zona bianca, la rimozione di Arcuri da commissario, la riapertura di teatri e musei, il vaccino russo e San Marino. L’attivismo di Matteo Salvini si rivolge in ogni direzione, pronto a cavalcare qualsiasi tema si presenti nel tentativo di trovare una sua collocazione in una maggioranza ampia e composita. “Il governo è silenzioso, Pd e M5s sono impegnati a guardarsi l’ombelico, noi ne approfittiamo”, dice un parlamentare leghista. E così le esternazioni del segretario leghista iniziano di prima mattina, con l’obiettivo di togliere spazi anche alla competitor a destra, Giorgia Meloni. Il primo argomento del giorno è il Codice degli appalti: un’intervista del Dem Nardella è il pretesto per ripartire all’attacco: “Ora lo dice anche il Pd, va cancellato”. Poi il trasferimento in Sardegna, appena dichiarata zona bianca, per un’udienza di un processo in cui è parte lesa. L’occasione per mettere la sua faccia affianco della prima “riapertura” totale.

E da lì un profluvio di dichiarazioni, dal fondo usura da “rimpolpare” alla questione migranti, con la richiesta di un incontro a Mario Draghi e al ministro Lamorgese (per un anno bersaglio degli strali leghisti). Ma il tema principe non può che essere il cambio al vertice della struttura anti Covid, con Domenico Arcuri rimosso da Mario Draghi e sostituito con il generale Figliuolo. L’esultanza di Salvini è affidata ai social, con un ringraziamento al premier, gli auguri al nuovo commissario e il cappello messo sopra la decisione: se Meloni dall’opposizione non può che prendere atto della “discontinuità”, Salvini ne rivendica il merito: “Missione compiuta”. Neanche l’avvicendamento placa però il segretario leghista, che insiste per l’utilizzo del vaccino russo cercando anche canali attraverso la Repubblica di San Marino: “Incontro in settimana i rappresentanti del governo di San Marino, visto che non arrivano i vaccini previsti dall’Ue è giusto andare a cercarli dove ci sono”: Poco importa che le disponibilità sul Monte Titano ammontino a 7500 dosi di Sputnik e 1170 di Pfizer.

La chiusura di giornata è ancora rivolta a chi spera in una rapida riapertura di tutte le attività economiche. Dopo la polemica sui ristoranti da aprire anche a cena – stroncata dall’impennata dei contagi dovuta alle varianti – stavolta si Salvini parla agli operatori culturali, citando uno studio condotto dall’Hermann-Rietschel-Instituts della Technische Universität Berlin in collaborazione con il Robert Koch-Institut (omologo dell’Istituto superiore di sanità) e con l’Ospedale Universitario della Charité di Berlino: “Se frequentati con attenzione, musei e teatri sono i luoghi pubblici a minor rischio di contagio. Lo conferma uno studio dell’unità di Berlino, lo dicono molti esperti. Con buonsenso, soprattutto nelle zone dove il virus è sotto controllo, è doveroso prevedere aperture in sicurezza. La cultura, come lo sport, è un patrimonio fondamentale da difendere e valorizzare”. askanews

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