Scienza e Tecnologia

Da Blue Origin e Sierra Space una Stazione spaziale commerciale

Si chiamerà Orbital Reef e sarà una stazione spaziale a uso commerciale, ideata da Blue Origin e Sierra Space; creerà nuove frontiere nell’ambito della Space economy, aprendo alla possibilità di viaggi per turismo e affari nell’orbita bassa terrestre, facilitando la crescita di un ecosistema tutto nuovo e di un modello di business per il futuro. E – come annunciato dalle due aziende – potrebbe entrare in servizio già nella seconda metà di questo decennio. Orbital Reef sarà supportata anche da diverse aziende del settore aerospaziale come Boeing, Redwire Space, Genesis Engineering Solutions e dall’Arizona State University.

La nuova Stazione spaziale commerciale fornirà a chiunque l’opportunità di avere un proprio “domicilio orbitante”; un laboratorio spaziale privato con servizi “chiavi in mano” a costi competitivi, anche per quanto riguarda trasporto, logistica, sistemazione delle attrezzature e operazioni a bordo, equipaggio compreso. Orbital Reef sarà un’infrastruttura condivisa in grado di supportare, in modo efficiente, le esigenze di “inquilini e visitatori” diversi e con differenti aspettative. La sua architettura sarà a misura d’uomo con servizi e comfort di altissimo livello, pratici e sicuri. Servizi di trasporto spaziale riutilizzabili e un design intelligente, spiegano gli ideatori, assieme ad automazione e logistica avanzate, ridurranno al minimo i costi e la complessità sia per gli operatori spaziali tradizionali sia per i nuovi arrivati nel settore della Space Economy, consentendo alla più ampia gamma di utenti di perseguire i propri obiettivi nello Spazio.

Il modello di business pensato per Orbital Reef rende la stazione di facile utilizzo per tutti i clienti ed è strategicamente progettato per supportare un portafoglio diversificato di usi. Il team disporrà di tutti i servizi e sistemi per soddisfare le esigenze dei clienti, inclusi ricercatori, produttori e anche semplici turisti. Agenzie spaziali, consorzi high-tech, nazioni sovrane che non hanno ancora un programma spaziale, media, compagnie di viaggio, imprenditori con buona disponibilità economica, inventori sponsorizzati e investitori proiettati verso il futuro, tutti potranno avere un posto su Orbital Reef. Blue Origin si occuperà dei servizi, dei moduli principali di grande diametro e del sistema di lancio New Glenn riutilizzabile per carichi pesanti. Sierra Space, invece, realizzerà il Modulo LIFE (Large Integrated Flexible Environment), il modulo Nodo nonché il velivolo spaziale Dream Chaser, un piccolo Space Shuttle per il trasporto di equipaggio e merci, in grado di atterrare come un aereo sulle piste di tutto il mondo.

Altri elementi della stazione saranno sviluppati in collaborazione con aziende aerospaziali di tutto il mondo. “Per oltre sessant’anni, la NASA e altre agenzie spaziali hanno sviluppato voli spaziali orbitali e abitazioni spaziali, preparandoci per le attività commerciali in questo decennio – ha affermato Brent Sherwood, senior vice president Advanced development programs di Blue Origin – noi ampliaremo l’accesso, ridurremo i costi e forniremo tutti i servizi e quanto necessario per rendere normale il volo spaziale. Un vivace ecosistema aziendale crescerà nell’orbita bassa terrestre, generando nuove scoperte, nuovi prodotti, nuovi intrattenimenti e consapevolezza globale”. “Sierra Space – ha aggiunto Janet Kavandi, ex astronauta NASA per e presidente di Sierra Space – è entusiasta di collaborare con Blue Origin e fornire il Dream Chaser, il modulo LIFE e tecnologie spaziali aggiuntive per aprire lo Spazio alla ricerca commerciale, alla produzione e al turismo. Come ex astronauta della NASA, stavo aspettando il momento in cui lavorare e vivere nello Spazio fosse accessibile a più persone in tutto il mondo, e quel momento è arrivato”.

Segui ilfogliettone.it su facebook
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it
Condividi
Pubblicato da