Da Bruxelles a Sidney in 3 ore, verso il volo ipersonico

Da Bruxelles a Sidney in 3 ore, verso il volo ipersonico
Ricostruzione grafica di un futuro aereo ipersonico civile
13 novembre 2023

Il sogno di viaggiare da una parte all’altra del globo in meno di tre ore potrebbe presto diventare realtà grazie allo sviluppo della propulsione ipersonica. Ciò che Hollywood ha finora solo immaginato potrebbe diventare parte integrante della nostra vita quotidiana, trasformando radicalmente il modo in cui ci spostiamo, conduciamo la ricerca scientifica aerospaziale e implementiamo nuovi sistemi nel campo della difesa e sicurezza.

Il centro di questa rivoluzione è stato il simposio organizzato all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario dell’Arma Azzurra, con il Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, che ha sottolineato la sfida e le opportunità offerte da questa innovazione. “È una sfida”, ha dichiarato Goretti, “ci sono delle criticità, ma ci sono anche delle grosse opportunità che, sono convinto, insieme all’industria, al mondo accademico e alla ricerca, e con il sostegno di una volontà politica, ci consentono di affrontare questa sfida con un atteggiamento positivo”.

L’impulso verso la propulsione ipersonica è evidente nei progetti come lo SpaceShipTwo, che sfiora velocità cinque volte superiori a quella del suono, raggiungendo i 6.000 chilometri orari. Questo viaggio nello spazio, tuttavia, non è solo un’impresa tecnologica e scientifica, ma ha ricadute tecnologiche e commerciali sulla Terra. Mentre il Concorde fu il primo velivolo supersonico civile, il focus ora si sposta verso aerei ipersonici, capaci non solo di superare il muro del suono più volte ma anche di ridurre i tempi di viaggio, i costi e le emissioni inquinanti attraverso l’uso di motori innovativi e sostenibili.

Disegno che mostra Hexa Fly, il progetto di velivolo ipersonico europeo, progettato dall’ESA

“Abbiamo realizzato la base per poter partire con un primo dimostratore tecnologico che dovrebbe volare da Bruxelles a Sydney in sole 3 ore” ha detto Tommaso Ghidini, capo del dipartimento di Ingegneria meccanica dell’Agenzia Spaziale Europea. “I primi test potrebbero avvenire già nel 2025-26 – ha aggiunto – E l’Italia ha tutte le capacità e le competenze necessarie per il volo ipersonico. Serve solo la volontà politica, la stabilità dei fondi e l’ambizione a giocare un ruolo di primo piano nell’ipervelocità”. Le discussioni si sono concentrate su come sviluppare questa capacità in un modo che sia sostenibile e vantaggioso per l’intera società. In collegamento dalla NASA a Houston, il colonnello Luca Parmitano, astronauta italiano dell’ESA, ha sottolineato l’importanza di agire ora, investendo risorse per potenziare le capacità di ricerca e sperimentazione, permettendo così al personale, sia militare che civile, di eccellere in questo campo.

“È indispensabile agire adesso”, ha dichiarato Parmitano, “investire su queste risorse per potenziarle e permettere al nostro personale, le nostre donne e i nostri uomini, non solo nella Forza Armata ma anche nella vita civile, di poter eccellere nel campo della ricerca e la sperimentazione e nella produzione di futuri veicoli ipersonici, transonici e spaziali. Io spero di essere considerato ancora un pilota sperimentatore e sarei ben pronto a sperimentare un sistema italiano”.

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