ILFOGLIETTONE.ITILFOGLIETTONE.ITILFOGLIETTONE.IT
Ridimensionatore del carattereAa
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cronaca
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Tecnologia
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Rubriche
    • Ricette
    • Pensieri&Parole
    • L’editoriale del direttore
  • Multimedia
    • VIDEO NOTIZIE
Lettura: Da mesi il centrosinistra cerca un leader. E ora Conte propone un fantasma
Ridimensionatore del carattereAa
ILFOGLIETTONE.ITILFOGLIETTONE.IT
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cronaca
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Tecnologia
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Rubriche
  • Multimedia
Search
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cronaca
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Tecnologia
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Rubriche
    • Ricette
    • Pensieri&Parole
    • L’editoriale del direttore
  • Multimedia
    • VIDEO NOTIZIE
Hai già un account? Accedi
Seguici
LINEA1Politica

Da mesi il centrosinistra cerca un leader. E ora Conte propone un fantasma

Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2026 23:00
Enzo Marino
Condividi
Giuseppe Conte
Condividi

Il centrosinistra discute da mesi di primarie, regole e leadership. Ora Conte tira fuori il «terzo nome»: una soluzione che nessuno ha ancora saputo trasformare in proposta concreta e che nel Pd viene letta come una mossa per evitare lo scontro diretto

Contents
  • Il terzo nome che non c’è
  • La lunga partita tra Elly e Giuseppe
  • Schlein non vuole farsi logorare
  • Il vero problema è che manca una decisione

C’è un modo semplice per raccontare la vigilia della Direzione del Pd: il centrosinistra discute da mesi di tutto tranne che di come governare il Paese. Discute di chi debba guidarlo. Prima il duello tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. Poi le primarie, sì o no. Poi le regole, il doppio turno, i rapporti con Avs e con i centristi. Adesso arriva il terzo nome.

Conte lo ha rimesso sul tavolo proprio alla vigilia della Direzione democratica: sarebbe disponibile, dice, a concordare una figura «terza» rispetto ai leader. Nessun nome, però. Nessuna candidatura. Nessuna proposta concreta. Solo l’ennesimo capitolo di una partita che il centrosinistra porta avanti da mesi senza riuscire a chiuderla.

Il terzo nome che non c’è

Nel Pd, infatti, la lettura prevalente è netta: quello di Conte è un bluff. Non necessariamente perché l’idea di un federatore sia in sé impraticabile, ma perché finora il «terzo nome» è rimasto una formula politica, non una soluzione. Persino le ipotesi circolate nelle ultime ore, da Pier Luigi Bersani a Franco Gabrielli, sono rimaste nel campo delle indiscrezioni e delle suggestioni.

Il punto politico è un altro. Conte sa che le primarie sono un terreno scomodo per una parte dell’elettorato democratico e per diversi dirigenti del Pd. Da settimane, dentro il campo largo, c’è chi teme che il confronto tra Schlein e Conte possa trasformarsi in una conta lacerante. Avs ha più volte sostenuto l’idea di una figura condivisa per evitare i gazebo. Anche nel Pd non mancano le perplessità.

Così il leader del M5s può permettersi di presentarsi come quello che ha tentato tutte le strade per evitare lo scontro. «Ho dato subito la mia disponibilità a concordare un nominativo che fosse anche terzo rispetto ai leader», ha detto Conte. La conclusione, però, resta quella già prevista: «Abbiamo di fronte le primarie».

È una posizione politicamente conveniente. Se le primarie si faranno, Conte potrà dire di averle subite. Se non si faranno, potrà rivendicare di aver cercato una soluzione unitaria. Nel frattempo, il problema della leadership resta esattamente dov’era.

La lunga partita tra Elly e Giuseppe

Ed è questo il punto che il centrosinistra continua a rimuovere. Da mesi la coalizione è impegnata in una partita personale tra Schlein e Conte. La segretaria Pd rivendica una regola semplice: o il leader viene individuato sulla base del risultato del partito alle elezioni, oppure si vota alle primarie. Il M5s, invece, continua a mettere in discussione il meccanismo e a proporre soluzioni alternative.

In mezzo ci sono gli alleati, che oscillano tra il desiderio di evitare il duello e l’impossibilità di trovare una figura capace di sostituirlo. È il paradosso di una coalizione che vuole presentarsi come alternativa di governo e che, prima ancora di aver definito compiutamente programma e alleanze, non ha ancora stabilito chi debba guidarla.

La discussione sulla leadership è diventata la leadership.

E il «terzo nome» rischia di essere soltanto l’ultimo espediente di una partita che cambia formula senza cambiare sostanza.

Schlein non vuole farsi logorare

La Direzione del Pd arriva dunque nel momento più delicato. Schlein dovrebbe confermare la propria linea: prima la costruzione del programma comune, poi il percorso per la scelta del candidato. La segretaria insiste sulla necessità di costruire una piattaforma insieme agli alleati e punta ad aprire il confronto già nelle prossime settimane.

Ma dietro la cautela c’è una consapevolezza politica precisa: ogni giorno passato a discutere di Conte, Schlein e primarie è un giorno in cui la segretaria viene costretta a giocare sul terreno scelto dagli altri.

Per questo nel Pd cresce la tentazione di rispondere al leader M5s, anziché lasciargli il monopolio della provocazione. La maggioranza schleiniana non vuole che passi l’idea di una Schlein che, per ambizione personale, trascina l’intera coalizione ai gazebo. È una rappresentazione che Conte può alimentare senza neppure presentare un candidato alternativo.

La partita, insomma, è anche comunicativa: Conte cerca di apparire come quello che offre una via d’uscita; Schlein deve dimostrare che la via d’uscita non può consistere nel rinviare ancora una volta la decisione.

Il vero problema è che manca una decisione

Carlo Calenda ha avanzato anche l’ipotesi che il pressing di Conte possa preparare una futura uscita del M5s dall’alleanza. Nel Pd, però, questa lettura viene respinta: l’interesse di Conte sarebbe quello di restare dentro la partita e condizionarla, non di abbandonarla.

Resta però il dato politico più evidente. Da mesi il centrosinistra è immerso in una discussione quasi esclusivamente autoreferenziale sulla propria leadership. Schlein contro Conte. Conte contro Schlein. Primarie sì, primarie no. Primarie a uno o due turni. Candidato del Pd o candidato della coalizione. E adesso il terzo nome.

Il risultato è una coalizione che sembra aver trasformato la scelta del leader nel proprio principale programma politico.

Domani Schlein dovrà provare a interrompere questo logoramento. La strada indicata è quella del programma, da costruire insieme agli alleati e da chiudere entro la fine dell’anno. Ma anche qui il problema torna al punto di partenza: prima o poi qualcuno dovrà decidere chi guida.

E a quel punto il terzo nome dovrà diventare un nome vero, con un volto, una candidatura e un consenso. Altrimenti resterà quello che nel Pd molti considerano oggi: non una soluzione, ma una carta calata sul tavolo per non giocare ancora la mano decisiva.

TAGGATO:centrosinistraElly Schleingiuseppe conteMovimento 5 StellePartito Democraticopoliticaprimarie
Condividi questo articolo
Email Copia link Stampa
Articolo precedente Calcio Nations League, Zidane affronta l’Italia e riapre il ricordo di Berlino
Articolo successivo Peppino Mazzullo muore a 100 anni: per 45 anni ha dato voce a Topo Gigio

IL FOGLIETTONE

Il Fogliettone è un giornale online indipendente che racconta la realtà attraverso le notizie che contano. Politica, economia, cronaca, cultura e spettacolo sono i principali ambiti di un’informazione costruita con attenzione alle fonti, ai fatti e alle loro conseguenze. L’obiettivo è andare oltre il rumore della quotidianità per arrivare al cuore della notizia, offrendo al lettore elementi chiari per comprendere ciò che accade. Un’informazione diretta, essenziale e senza condizionamenti, che mette al centro il fatto e il diritto dei lettori a essere informati.
0Mi piace
0Segui:
0Segui:
0Segui:
MediumSegui:
QuoraSegui:
Pubblicità
Ad image
Pubblicità
Ad image

Articoli correlati

Torna l’immunità per i senatori

Di
Redazione

Trivelle, Conferenza Assemblee legislative chiede incontro con Renzi

Di
Redazione

Gia’ 45.000 firme per Commissione e Procura Antimafia Ue

Di
Redazione
PoliticaVIDEO NOTIZIE

Redistribuzione rifugiati nell’Ue, il compromesso possibile

Di
Redazione
ILFOGLIETTONE.IT
Facebook Twitter Instagram Linkedin

Direttore responsabile
Gaetano Mineo

 

Iscrizione registro stampa tribunale di Palermo  22/2013 redazione@ilfogliettone.it

Editore
Il fogliettone società editoriale S.r.l.s.

Iscrizione registro REA di Palermo n.308873
Iscrizione registro comunicazione n.24002
societaeditoriale@ilfogliettone.it

Questo sito è associato alla

badge_FED
 
 
 

 

  • Redazione
  • Scrivi al giornale
  • Pubblicità
  • Condizioni generali
  • Privacy
  • Cookies Policy
Lettura: Da mesi il centrosinistra cerca un leader. E ora Conte propone un fantasma

Copyright © 2026 Il Fogliettone S.R.L.S