Dai microchip alle rinnovabili, l’industria siciliana cambia pelle con i fondi Ue.

Il governo Schifani rende noto l’esito della call Step: oltre quaranta domande per tecnologie pulite e digitali sono al vaglio del dipartimento regionale per la verifica dei requisiti di ammissibilità e del contenuto innovativo.

microchip contraccettivo

La macchina amministrativa siciliana registra un’affluenza che ha pochi precedenti nella recente storia della programmazione europea. Cinquantadue progetti, per un controvalore che sfiora il mezzo miliardo di euro, sono stati depositati sul tavolo del dipartimento regionale delle Attività produttive. È il primo responso dell’avviso Step, la piattaforma europea per le tecnologie strategiche, che trova in Sicilia un banco di prova tutt’altro che marginale.

Il presidente Renato Schifani parla di “forte risposta del sistema produttivo”. E i numeri gli danno ragione, se si considera che la partecipazione non è rimasta circoscritta ai confini dell’Isola. Imprese nazionali e soggetti comunitari hanno presentato istanza, cogliendo l’opportunità di investire in un territorio che fino a ieri sembrava ai margini dei grandi flussi di capitale legati all’innovazione.

Le tecnologie strategiche al centro della competizione

Il cuore del bando, gestito dall’assessorato guidato da Edy Tamajo, è il sostegno a programmi di investimento in settori ben precisi: tecnologie digitali, deep tech, biotecnologie, soluzioni energetiche pulite ed efficienti. Non si tratta di generiche agevolazioni, ma di un disegno preciso volto a rafforzare la competitività del tessuto imprenditoriale e, contestualmente, contribuire alla riduzione delle dipendenze strategiche dell’Unione Europea.

L’obiettivo è ambizioso: costruire un’industria moderna capace di confrontarsi con i mercati internazionali. La risposta delle imprese, a giudicare dai numeri, sembra aver interpretato al volo la direzione. “Un segnale chiaro della fiducia nelle politiche industriali della Regione”, ha commentato Tamajo, sottolineando la volontà di creare le condizioni per investimenti di qualità.

Istruttoria in corso, ora la selezione

Superata la fase della raccolta, l’attenzione si sposta ora sugli uffici. Il dipartimento ha già avviato l’istruttoria delle domande, un passaggio cruciale per verificare i requisiti di ammissibilità e, aspetto non secondario, il contenuto innovativo dei progetti. La procedura segue il regolamento europeo Step, che impone parametri rigorosi per distinguere gli investimenti realmente strategici da quelli che non aggiungerebbero valore al sistema.

Se la selezione sarà all’altezza delle aspettative, la Sicilia potrebbe davvero ritagliarsi un ruolo da protagonista nella transizione digitale ed energetica. Il dado è tratto, e i prossimi mesi diranno se quei 484 milioni diventeranno cantieri, assunzioni qualificate e brevetti, o se resteranno solo numeri destinati a ingrossare le statistiche.