Dai Moderati di Lupi il centrodestra all’attacco: sfida per le elezioni europee

Dai Moderati di Lupi il centrodestra all’attacco: sfida per le elezioni europee
21 maggio 2023

È la giornata dei moderati del centrodestra ma in realtà i toni sono assai decisi al congresso del partito di Maurizio Lupi. Sul palco sfilano tutti i leader della maggioranza – in presenza o in collegamento – e suonano la carica guardando già alle prossime europee. Il padrone di casa chiama i centristi a raccolta, invita tutti ad “aggregare” in vista dell’appuntamento del 2024, quando si dovrà costituire un “asse tra popolari e conservatori”. Spiega che il rafforzamento dell’area di centro della coalizione è fondamentale ma, appunto, va in scena un centrodestra arrembante, con Matteo Salvini che – in video collegamento – invoca una “rivoluzione culturale” da contrapporre alle “follie” della sinistra come “il cibo sintetico, le auto green, le adozioni omosessuali”. Giorgia Meloni appare con un video messaggio e rivendica la compattezza della coalizione, e la scelta di “occuparsi della vita reale delle persone, risolvere i loro problemi concreti”, mentre “l’ideologia la lasciamo volentieri alla sinistra, a chi ha condannato l’Italia all’immobilismo”.

La premier cita l’impegno del governo per un “fisco più equo e più giusto che sappia premiare chi si rimbocca le maniche e aiutare le imprese a essere più competitive”, ribadisce che il suo obiettivo è “rimettere al centro la famiglia e la natalità, restituire agli italiani una nazione nella quale essere padri non sia fuori moda”, conferma di volere le riforme istituzionali per garantire “la stabilità dei governi e il rispetto del voto dei cittadini nelle urne”. C’è anche Antonio Tajani, che vede aprirsi uno “spazio” al centro dal momento che “il terzo polo è sfumato” e “il Pd si sposta molto a sinistra”. Si rivolge a Lupi e ai suoi moderati: “Anche in vista delle europee dobbiamo pensare a fare qualcosa, magari insieme. Vediamo cosa si deciderà. Per modificare anche gli assetti che al parlamento europeo non permettono di fare scelte chiare. Credo si debba cominciare a riflettere su possibili alleanze con conservatori e liberali, per avere una sorta di bipolarismo tra centrodestra e centrosinistra”.

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Interviene anche la ministra Eugenia Roccella, oggetto di una dura contestazioni ieri al Salone di Torino: “Come ha detto Renzi, come hanno detto altri, questo è il fascismo degli antifascisti. Ma è fascismo”. Se la prende con la leader Pd Elly Schlein: “Più grave di quello che è successo è il fatto che la leader dell’opposizione Elly Schlein accusi me e la destra di governo di non essere capace di tollerare il dissenso”. Su questo si fanno sentire anche Salvini e Tajani. Il leader della Lega definisce “indegna, becera e ignorante” la “visione del mondo” di chi ieri ha fischiato la Roccella. Per il coordinatore di Fi è “veramente strano che la leader del Pd abbia difeso i contestatori ieri e non abbia detto una parola per difendere il diritto non di un ministro della Repubblica, ma di una donna, di una persona, di poter esprimere le proprie idee. Contestare un ministro solo perché esprime le proprie certamente non è da paese democratico”.

Polemica anche contro “l’ambientalismo ideologico”, come lo chiama Salvini, che “fa danni all’ambiente”. Perché, spiega, quello che è successo in Emilia Romagna non è solo dovuto ad un evento meteo eccezionale, ma è anche la conseguenza di chi blocca gli interventi di manutenzione degli argini “perché non bisogna disturbare le nutrie e i topi. Ci stanno a cuore le nutrie e i topi, le lucertole e ghiri. Mi stanno molto a cuore anche ancor di più bimbi e anziani”. Concetto ripreso anche da Tajani. Interviene anche Francesco Lollobrigida, che insiste sui temi che già lo hanno visto al centro delle polemiche: “C’è un calo di natalità”, ricorda, e non si può pensare di risolverlo con l’immigrazione. “La strada principale è invertire il calo demografico, investire su quella cultura, su quel ceppo al quale apparteniamo noi italiani e di cui ci sentiamo particolarmente orgogliosi”. E l’Europa, aggiunge, deve agire in “difesa di quei valori del cristianesimo che sono parte fondante di questa società. Non abbiamo altri elementi che ci uniscono in Europa, parliamo lingue diverse, facciamo prodotti diversi, abbiamo spesso modelli diversi di vita”.

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Destra e moderati uniti, insomma, in vista delle europee. E se Lupi sottolinea che “senza il contributo dei moderati nell’azione di governo il paese è più povero”, va detto che oggi le varie anime del centrodestra hanno parlato praticamente all’unisono rivendicando una sorta di `controcultura’ da contrapporre alla sinistra della Schlein. L’orizzonte è quello dell’asse “popolari conservatori” alle europee, ribadisce Lupi. Quella “rivoluzione” invocata da Salvini per sconfiggere l’egemonia culturale dei socialisti.

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