Dap “espelle” 450 psicologi, una gravità estrema. L’amaro appello Sipp che chiede incontro col ministro

“Siamo in presenza di un vero e proprio processo di espulsione all’interno delle carceri italiane le cui conseguenze, sulla pelle dei detenuti, sono di una gravita’ estrema: lo stanno subendo – venendo di fatto cancellati dagli istituti carcerari italiani – i criminologi e gli psicologi penitenziari che con grande fatica e con mezzi ridotti all’osso cercano da anni di avviare quel percorso – previsto dalla stessa Costituzione – di rieducazione dei detenuti”. L’allarme viene lanciato dalla Sipp, Societa’ italiana di psicologia penitenziaria, dal Coordinamento Criminologi Clinici Penitenziari oltre che dal Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi. “Mentre si sta riducendo molto lentamente la popolazione dei detenuti che – non lo si dimentichi – vivono in condizioni molto spesso insopportabili, il DAP, il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia sta – a tappe forzate – azzerando in modo velocissimo l’esperienza di criminologi e psicologi penitenziari che, a partire dal 1978, lavorano con impegno e passione nelle carceri”, spiegano Alessandro Bruni, presidente della Sipp e Giuseppe Luigi Palma, Presidente del Consiglio nazionale degli psicologi. Il DAP – dice ancora Bruni – non ritiene piu’ utile l’esperienza fin qui maturata in oltre 35 anni dai circa 450 tra criminologi e psicologi penitenziari, cancella una idoneita’ acquista con selezione pubblica, non valuta la formazione avuta prima del 2005, non valuta neanche il lavoro svolto, ma solo il tirocinio/stage; stabilisce che – in futuro – si potra’ lavorare in un carcere al massimo per quattro anni al termine dei quali sara’ obbligatorio cambiare istituto carcerario: dunque, psicologi e criminologi diventeranno ‘ad orologeria’, o meglio, come ipocriticamente sostiene il Dap, ‘a rotazione’. Il tutto dopo aver lavorato ‘a cottimo’ e a ‘partita iva obbligata’.

“Ma per essere ‘esperti’- si chiedono gli psicologi penitenziari – come veniamo chiamati in base all’art. 80 dell’Ordinamento Penitenziario, non bisogna avere “esperienza? Non e’ interesse di ogni ente tenersi ben stretto chi ha maturato una positiva esperienza al proprio interno e, in modo particolare, in un sistema complesso come quello penitenziario?”. Rivendicano: “Noi abbiamo fatto la storia e costruito l’identita’ della psicologia e della criminologia penitenziaria che ora il DAP, in modo confuso, dannoso e cinico, vuole cancellare interrompendo in tal modo il lavoro di circa 450 esperti: da sempre precari e sottopagati, per 35 anni, abbiamo dato dignita’ e risposte al disagio della popolazione detenuta. Oggi siamo ripagati con l’estromissione”. Un appello lanciamo al ministro della Giustizia, Andrea Orlando “a cui abbiamo chiesto un incontro urgente – e a quanti ritengono utile la nostra esperienza, concludono Bruni e Palma: si fermi immediatamente – ed e’ un intervento a costo zero – l’espulsione dei criminologi e degli psicologi penitenziari.

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