Davos, Trump rilancia: “Intesa Nato sulla Groenlandia, sospesi i dazi”. Il plauso di Meloni
Giorgia Meloni e Donald Trump
Svolta in serata al World Economic Forum di Davos. Donald Trump ha annunciato di aver definito “il quadro di un futuro accordo” sulla Groenlandia con la Nato, promettendo in cambio la sospensione dei dazi contro i paesi europei. L’annuncio è arrivato via Truth Social dopo un colloquio a margine del Forum con il segretario generale dell’Alleanza atlantica Mark Rutte. Una mossa che segna la giornata svizzera del presidente americano, monopolizzata dalle sue prese di posizione sull’isola artica.
“Incontro molto produttivo”, ha scritto Trump riferendosi al faccia a faccia con Rutte. Dal colloquio sarebbe emerso “il quadro di un futuro accordo riguardante la Groenlandia e, in effetti, l’intera regione artica”. Il presidente ha definito la soluzione “ottima per gli Stati uniti d’America e per tutte le nazioni della Nato”, subordinando a questa intesa il rinvio dei nuovi dazi previsti contro i partner europei dal primo febbraio. Washington non imporrà le misure, a patto che le trattative proseguano secondo i binari tracciati. “Accolgo con favore l’annuncio del Presidente Trump di sospendere l’imposizione dei dazi prevista per il 1° febbraio nei confronti di alcuni Stati europei – ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni -. Come l’Italia ha sempre sostenuto, è fondamentale continuare a favorire il dialogo tra Nazioni alleate”.
Sistema antimissile e squadra negoziale di alto livello
Trump ha precisato che le discussioni riguardano anche il sistema di difesa antimissile Golden Dome, che renderebbe la Groenlandia “essenziale” per la sicurezza. Le trattative saranno condotte da una squadra di primo piano: il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff riferiranno direttamente al presidente. Un’architettura negoziale che conferma il peso strategico assegnato alla partita artica.
Dal palco di Davos, nel corso della giornata, Trump aveva ribadito l’intenzione di arrivare all’annessione dell’isola. “Un grande pezzo di ghiaccio necessario per la sicurezza nazionale” degli Stati uniti e dell’Occidente, ha dichiarato. Ma ha escluso l’opzione militare: l’obiettivo dovrebbe essere raggiunto “senza usare la forza”. Una precisazione che non ha placato le resistenze europee e danesi, né le perplessità della popolazione groenlandese.
Rivendicazioni storiche e accuse alla Nato
Il presidente ha ripercorso argomentazioni storiche e strategiche. Ha ricordato il ruolo di Washington nella difesa della Groenlandia durante la Seconda guerra mondiale, sostenendo che la restituzione alla Danimarca al termine del conflitto “non sarebbe dovuta accadere”. Ha poi accusato la Nato di aver trattato per anni gli Stati uniti in modo “ingiusto”, affermando che Washington avrebbe sostenuto quasi interamente il peso della difesa dell’Alleanza senza ricevere nulla in cambio.
Secondo Trump, l’annessione rappresenterebbe una sorta di compensazione storica per il contributo americano alla sicurezza europea, inclusa la vittoria nella Seconda guerra mondiale. Il sistema Golden Dome verrebbe presentato come strumento di protezione collettiva, con l’isola artica nel ruolo di avamposto settentrionale a beneficio anche degli alleati. Una narrazione che finora non ha convinto né Copenaghen né la maggior parte dei partner atlantici.
La reazione di Rutte e l’assenza di dettagli concreti
Il segretario generale della Nato ha evitato commenti diretti sulla disputa. Rutte si è limitato a dichiarare che l’Alleanza sta lavorando “dietro le quinte” per una soluzione condivisa. Al momento, però, i dettagli concreti restano assenti. La cautela di Rutte riflette l’imbarazzo di un’organizzazione chiamata a mediare tra le ambizioni di Washington e la sovranità danese, mentre la popolazione groenlandese osserva con crescente preoccupazione.
