Decreto fiscale, via libera al credito d’imposta per le imprese. Rinvio per la tassa sui pacchi extra-Ue

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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un decreto fiscale d’urgenza che muove su due binari paralleli: da un lato il sostegno agli investitori industriali, dall’altro la sistemazione di alcune partite tecniche rimaste in sospeso nel calendario delle riforme. Il provvedimento, voluto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, introduce un pacchetto di misure che incideranno sui bilanci delle imprese già a partire dal prossimo anno.

Credito d’imposta al 35%, al via il confronto con le categorie

La leva più rilevante del decreto è il contributo in forma di credito d’imposta destinato alle aziende che avevano già comunicato i propri piani di investimento. L’agevolazione, pari al 35% dell’importo richiesto, rappresenta uno sconto diretto sulle imposte dovute. L’esecutivo, tuttavia, mantiene aperta la partita sulle risorse: nei prossimi giorni sarà aperto un tavolo con le associazioni di categoria per valutare l’integrazione dei fondi in sede di conversione parlamentare del decreto.

Dividendi agevolati e stop al vincolo Ue per i macchinari

Sul fronte della pianificazione societaria, il testo ripristina con effetto retroattivo (1° gennaio 2026) il regime fiscale di favore sui dividendi e sulle cessioni di partecipazioni, chiudendo una fase di incertezza normativa. Per gli investimenti in beni strumentali, viene invece eliminato il vincolo che limitava gli incentivi all’ammortamento ai soli macchinari di produzione europea: da ora l’agevolazione si estende anche ai beni extra-Ue, ampliando il perimetro degli asset ammortizzabili.

La sforbiciata sulla tassa ai pacchi low cost

Slitta al 1° luglio 2026 l’entrata in vigore della nuova imposta sui pacchi provenienti da Paesi extra-Ue di valore inferiore a 150 euro, categoria che include la maggior parte degli acquisti sulle piattaforme di e-commerce internazionali. Il governo ha motivato il rinvio con l’esigenza di completare l’adeguamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle Dogane, evitando il rischio di un collasso operativo nella riscossione.

Rincari per le società e agevolazioni per dilettanti e impatriati

Il decreto agisce anche sulla fiscalità corrente. L’imposta di bollo sui conti correnti intestati a società e altri soggetti non persone fisiche sale da 100 a 118 euro annui, un aumento che non coinvolge i privati cittadini. Sul fronte dei redditi da lavoro sportivo, gli atleti dilettanti ottengono l’esonero dalla ritenuta fiscale per i premi fino a 300 euro complessivi, con la misura che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026. Infine, viene aggiornato il regime fiscale per i lavoratori impatriati, con le nuove regole che entreranno in vigore a partire dal 2027.

Il provvedimento assume così i contorni di un intervento tecnico di messa a punto, tra proroghe tecniche, sistemazioni normative e un primo segnale di sostegno agli investimenti, in attesa dei capitoli più corposi della riforma fiscale attesa nella seconda parte della legislatura.