Depistaggio indagini Borsellino, il giallo ritrattazione Scarantino

Depistaggio indagini Borsellino, il giallo ritrattazione Scarantino
Paolo Borsellino e Carmelo Peetralia
20 gennaio 2020

“Mi arrivo’ la notizia che Scarantino aveva ritrattato quanto ci aveva raccontato sulla strage di via D’Amelio nel corso di una trasmissione televisiva e decisi di andarlo a interrogare subito, perche’ se ritrattazione doveva essere, questa si sarebbe dovuta fare in udienza non in tv”. Lo racconta l’ex pm Carmelo Petralia, deponendo al processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio che si celebra davanti alla Corte di assise di fronte alla quale sono imputati tre poliziotti, accusati di calunnia aggravata, ex componenti del gruppo “Falcone e Borsellino”, riferendosi alla ritrattazione fatta in tv da Scarantino il 26 luglio nel 1995. “Come seppe della ritrattazione visto che notifico’ l’avviso dell’interrogatorio di Scarantino prima ancora che la trasmissione andasse in onda?”, gli ha chiesto il pm Stefano Luciani. “Non ricordo – risponde – forse me lo dissero i colleghi”. Le registrazioni della trasmissione tv non sono piu’ disponibili, sequestrate su ordine della magistratura. “Ci ponemmo il problema del sequestro della cassetta ipotizzando il reato di favoreggiamento”, spiega l’ex Pm. Petralia non sa dire pero’ chi dispose che la registrazione andasse distrutta.

“Le redini dell’indagine” sulla strage di via D’Amelio della Procura di Caltanissetta “erano nelle mani di Ilda Boccassini che aveva un rapporto assolutamente privilegiato con il dottor La Barbera” dice anche Petralia, indagato di reato connesso al processo sul depistaggio sulle indagini sulla strage Borsellino. All’epoca dei fatti Petralia faceva parte del Pool di pm che indagavano sulla strage. Nel corso della deposizione, tra l’altro, l’ex pm parla del ruolo dei Servizi segreti nella fase iniziale delle indagini sulla strage di via D’Amelio. Petralia ricorda un pranzo, nel dicembre 1992, all’Hotel San Michele a Caltanissetta, in cui erano presenti magistrati e funzionari dei servizi, tra cui Bruno Contrada il volto all’ex pm di Caltanissetta “evocava – dice – qualcosa di sinistro”. “Fu l’allora procuratore Tinebra – ha detto – ad invitarmi, ricordo che questo pranzo fu a dicembre perche’ nello stesso mese poi, Bruno Contrada, fu arrestato”.

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