“Deserto di sangue”, l’ultimo triller di Crais

Krysta, la figlia di Nita Morales, è scomparsa. La donna decide di rivolgersi a Elvis Cole, “il miglior detective del mondo” e al suo socio Joe Pike, anche se, curiosamente, non è davvero preoccupata. È convinta che la figlia sia fuggita con il fidanzato Jack, da lei considerato un buono a nulla, e che il rapimento e la richiesta di riscatto di appena 500 dollari non siano altro che una messa in scena, per mascherare (e finanziarsi) una fuga d’amore. Ma Nita si sbaglia. Krysta e Jack sono stati catturati da “bajadores”, banditi che operano sul confine tra California e Messico, specializzati in attacchi ad altre bande, e nel sequestro di cittadini messicani che tentano di introdursi illegalmente negli Stati Uniti ottenendo dalle famiglie, somme crescenti di denaro. Chi non può pagare non rivedrà più i propri cari. Elvis Cole e Joe Pike riescono a risalire al luogo in cui Krysta e Jack sono stati rapiti. Ci sono tracce di pneumatici, bossoli di proiettili e macchie di sangue. Temono il peggio ma non sanno che la situazione sta per precipitare. Anche Cole viene rapito, e Joe Pike resta solo, a ripercorrere i passi di Cole, attraverso il mondo duro e terribile dei trafficanti di esseri umani, per trovare il suo socio e amico. Ma potrebbe essere già troppo tardi.

Titolo: Deserto di sangue; autore: Crais Robert; prezzo: 17,00; pagine: 355; Editore: Mondadori

 

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